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La voce della Politica
| Capitalismo della sorveglianza e democrazia, Bolognetti: NON CI STO! |
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30/01/2026 | Non servirà a niente, ma a causa dello scandaloso e reiterato comportamento censorio del sedicente socialnetwork Facebook, la puntata del 29 gennaio della mia rubrica "Buonanotte compagni" è stata annullata.
Lo sto dicendo da lustri, in questi luoghi, ahimè ormai indispensabili soprattutto per chi ha scarsi mezzi per poter comunicare, non vige la democrazia e tanto meno l'art. 21 della Costituzione Repubblicana.
Le stesse organizzazioni di categoria, anziché guardare la luna che gli ho ripetutamente indicato, continuano a preoccuparsi del dito, che ben presto alcuni si ritroveranno nemmeno vi dico dove.
Nel 2023, una mia azione nonviolenta determinò l'approvazione di una delibera, prima da parte della minoranza Cnog e poi da parte dell'intero Consiglio del Cnog. Fatto oserei dire storico e mai avvenuto prima sui temi trattati e da sviluppare.
Ebbene, oltre a segnalarvi nuovamente l'incredibile censura operata dalla quasi totalità della stampa sul documento in oggetto, tocca segnalare che quella "piattaforma", rispetto alla quale Bortoli oppose iniziale resistenza, non ha avuto nessun seguito. Eppure stiamo parlando, perbacco, di libertà di parola e di pensiero. Niente! Evidentemente ODG ed FNSI hanno impegni più importanti, anche se non riesco ad immaginare quali siano, oltre alle campagne elettorali delle due Associazioni di categoria a cui sono iscritto da oltre 18 anni.
In estrema sintesi ecco cosa sostenevo:
su questi social, X, Meta, Google, ecc.ecc., ormai ci siamo tutti e ci sono tutti i politici, i partiti, le Istituzioni, i giornali, le tv, ecc. ecc.
Io affermo che non può essere accettabile che lor signori, che pur rifiutano le responsabilità derivanti dal ruolo di editore, si arroghino il diritto di vestire i panni di Giudice, Giuria, Pubblico Ministero e Plotone di esecuzione e che lo facciano senza che Stati e Associazioni di categoria battano forte i pugni sul tavolo, dicendo: NON CI STO!!! VOI NON POTETE, ANCHE SE SIETE DEI PRIVATI, CONCULCARE LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE E VIOLARE LEGGI NAZIONALI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI.
Se qualcuno pensa di voler minimizzare quanto accade, parlando solo di algoritmi (vero Igor Uboldi?), sbaglia di grosso e sbaglia due volte. Intanto le indicazioni date agli algoritmi provengono da umani, almeno fino a quando non precipiteremo nel film "Terminetor - le Macchine ribelli". In secondo luogo, a scavare bene e a fare un sano lavoro di ricerca, potreste scoprire cose inquietanti che riguardano liste di proscrizione, tagliatori di teste in patente conflitto di interesse, piattaforme al servizio di governi più o meno democratici e di certissimi totalitarismi. Siete davvero così ingenui da pensare che a diffondere fake non possano essere le stesse potenti multinazionali che ululano contro le fake? Insomma, un po' come degli agenti provocatori o la Edf, che è finita a processo per aver fatto cose che non avrebbe dovuto fare. Sia chiaro, io detesto chiunque rilanci Fake, anche perché è colpevole di rovinare il lavoro serio fatto da altri.
E poi, oltre agli algoritmi ci sono le segnalazioni, la raccolta di informazioni di ogni tipo e ulteriori evoluzioni, che siamo ben lungi dal governare e controllare. Qui abbiamo una Topolino che gareggia contro una Ferrari. E così scoppia lo scandalo Cambridge Analytica e restano i dubbi su cosa sia davvero avvenuto quando gli inglesi hanno votato a favore della "Brexit". Questo per non dire di Elon Musk che ordina ai suoi di dare la massima evidenza algoritmica a una sola persona: Donald Trump. Casi isolati? Se pensate che le cose stiano così, allora vivete nel mondo delle favole. Se andassimo al 2008, con un po' di voglia di capire davvero, leggeremmo cose inquietanti sulle elezioni che portarono Obama alla "Casa Bianca". Cose che portavano a qualche testa d'uovo di Google (Youtube) e Facebook.
È il "Capitalismo della sorveglianza", baby. Ma non quello scintillante come un red carpet, bensì quello degli scannatoi dove si mata la democrazia o quel che ne resta.
E voi ancora con questa storia degli "algoritmi". Io parlavo di democrazia degli algoritmi 15 anni fa. Adesso è molto peggio, fidatevi. Meta che affida al giornale del figlio di Mentana il compito di stabilire quali sono i contenuti leciti e quali non lo sono. Il termine Community che sempre più evoca un reclusorio o un campo di rieducazione cinese o un gulag russo. Sveglia, belli. Benvenuti nel XXI secolo. Tra qualche tempo potremo pensare ancora di meno e il caffè sospeso ce lo servirà un robot con le sembianze di Elon Musk. Pensate a quanto ci sentiremo più leggeri quando ci saremo liberati di qualche impicciona rete neuronale e il futuro, che è già presente, oltre a renderci più decerebrati di quanto non siamo già, ci precipiterà per davvero in incubi che potrebbero andare ben oltre il più spinto film di fantascienza. Il computer Hal, per dirne una, potrebbe sussurrarci: "Biv aggia capi si m pozz fida e te".
Mentre i messia e i profeti della rete stanno imponendo la loro religione pagana, l'Ue cosa fa? Stringe un accordo con lor signori, non per tutelare gli utenti, ma per fottere chi non ha soldi.
Mi spiego meglio: fermo restando che per queste piattaforme la parola gratis non è mai esistita e hanno monetizzato i nostri dati e magari indirizzato, come mai avvenuto prima nella storia dell'umanità i nostri comportamenti, adesso si fanno anche pagare per "socializzare". Ma cosa hanno pensato le teste di legno che abitano a Bruxelles nell'accordo di certo chiuso con Meta? Di asfaltare ulteriormente gli utenti che non hanno grandi risorse e, ciliegina sulla torta, gli hanno messo di nuovo la pistola fumante nelle mani. Quale? Semplice lor signori, per grazia ricevuta dall'UE, come prima e più di prima potrebbero censurare qualsiasi contenuto, partendo da due paroline: Sociale e Politico. Insomma, un bel po' di roba. Domanda: di tutto ciò chi se ne avvantaggerà? Ovvio, i paperoni che un modo per farsi conoscere lo troveranno comunque. Resteranno fregati invece quelli che magari potevano spendere 100 € al mese per pubblicizzare post politico-sociali, ecc.
Non sarebbe stato meglio limitarsi a mettere un tetto di 50 €/100 € per utente? No, ovviamente no. Altrimenti la "Community", le più allucinanti e apparenti assurdità come le farebbe?
Assurdità del tipo consentire i tag e poi bloccarti perché li usi, laddove essi stessi hanno dato agli utenti oltre alla possibilità di taggare anche quella di impedire tag? Come farebbero a cancellare foto con motivazioni lunari, causa reiterate segnalazioni e questo mentre hanno trasformato il loro social in un letamaio affollato da truffatori e signorine piacenti?
E l'ODG? E la FNSI? E ART. 21? Tutti rigorosamente non pervenuti. Che storia, vero? Vorrei svilupparla, ma sono maledettamente stanco, perché da questa mattina per poter utilizzare quello che per me è un mezzo di comunicazione, che da qualche mese pago pure, è stato uno stillicidio. La singolare coincidenza è che questo accade quasi sempre in momenti in cui sono sovraesposto. Ma sì, voi continuate a dormire. Dormi, cara Sissi Ruggi; dormi, caro Angelo Oliveto. Ad Angelo e a Gennaro Cosentino, poi, la ninna nanna gliela canta il nostro Angelo Chiorazzo, custode dell'altrui moralità.
Che mondo meraviglioso. Per viverci al meglio basta non pensare.
Amici e amiche, compagni e compagne, a tutti voi che mi seguite e non siete affatto pochi (basterebbe analizzare alcuni dati), questa notte io devo dire: NON CI STO! STOP CENSURA!!!
Sarà inutile? Non importa. Chiamatelo un tentativo, l'ennesimo, di richiamare l'attenzione su temi di fondamentale importanza per regimi che vogliano definirsi democratici.
A proposito, qualcuno ha visto Barbara Floridia? Dicono che presieda una Commissione bicamerale fantasma.
Intanto, io so - e ridiamoci su - che mentre Marcello Chiorazzo (non è un refuso) cantava la ninna nanna al Presidente nazionale della FNSI, quelli di Bill Gates (sez. YouTube) facevano sparire per ben 14 mesi il mio storico canale con oltre 2000 video. Avevano deciso (ho i carteggi) di cancellarlo definitivamente. Poi, magicamente, dopo aver bluffato alla grande, ed aver minacciato di portarli in tribunale, leggete cosa mi scrissero e vi prego seguite la cronologia, che parte dal 7 agosto 2022 (notare la finezza di aver assunto la decisione che leggerete a ridosso del ferragosto) e si conclude il 22 ottobre 2023, quando l'"imputato" viene prosciolto da inesistenti accuse.
Comprenderete, spero, cosa tutto questo abbia rappresentato per uno come me che prova costantemente ad esser serio e rigoroso.
Bolognetti Maurizio, Segretario di Radicali Lucani, già membro del Consiglio Nazionale dei “Club Pannella”, già membro della Presidenza e del Consiglio generale del Prntt. |
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