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La meraviglia dei Quadri plastici dedicati a Falcone e Borsellino |
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8/08/2017 | “Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei giusti”, come recita il Salmo Responsoriale 102 dal Libro di Giobbe all’interno dell’Antico Testamento. E non potevano che essere dedicati ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e alle loro scorte, a venticinque anni dalla morte, i “Quadri Plastici 2017” di Avigliano, promossi dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale. Rinomato appuntamento lucano – ogni prima domenica di agosto, in Piazza Aviglianesi nel mondo – quest’anno ha voluto rappresentare tre opere di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: “La crocifissione di Sant’Andrea” (1607), “La decollazione di San Giovanni Battista” (1608) ed “Il Martirio di San Matteo” (1600-1601). Spunto di riflessione è, dunque, il martirio; lo stesso a cui furono sottoposti i due rappresentanti dello Stato e, come loro, moltissimi uomini e donne che hanno messo e mettono a rischio la loro vita per onorare la Giustizia e la Legalità. “La morte dei giusti – scrive Don Mimmo Lorusso – non è inutile se ‘imbarazza la nostra condotta”, come recita il libro della Sapienza […] è seme gettato nei nostri cuori che produce frutti di giustizia, di pace e di libertà se sappiamo coltivarlo senza paura”. E Michelangelo rende vivo questo martirio; lo rende pulsante, brutale, per mezzo dei suoi colori e della luce (quella che solo a lui appartiene), creando indecenza, oscenità, quasi un’offesa alla morale: perché al Merisi appartiene una delle più grandi rivoluzioni dell’Arte, quella di rappresentare la plebe, l’Uomo quello vero: i popolani, le prostitute, gli appestati, degni di accompagnare i volti sacri del Cristo e della Madonna; perché Dio è lì, tra gli ultimi, tra gli emarginati. Sant’Andrea, San Giovanni Battista e San Matteo sono testimoni della fedeltà alla Libertà, come lo sono Falcone e Borsellino e tutti i giusti, anche martiri del nostro tempo. A rappresentare le tre opere i tre gruppi locali – Spazio Ragazzi, AviliArt e Basso la Terra – che, come ogni anno, vengono accompagnati da direttori artistici e seguiti da artigiani e professionisti dello spettacolo (truccatori, scenografi e falegnami, sarti, tecnici delle luci) e raffigurano l’incredibile bravura di figuranti non professionisti, poiché ogni cittadino potrebbe essere scelto per la sua somiglianza con il soggetto pittorico da rappresentare; un evento che coinvolge direttamente la cittadinanza aviglianese. Oltre ai quadri, l’incantevole concerto per pianoforte e fisarmonica del “Duo Gemmiti”, che si è esibito prima delle aperture dei Quadri e durante gli intervalli, in un volo musicale che andava dalla musica classica fino ad arrivare alle colonne sonore dei film. Un viaggio dei sensi, che coinvolge pienamente lo spettatore.
Le prime notizie certe sulla rappresentazione dei “Quadri Plastici” si hanno a partire dai primi anni del Novecento, ma si pensa ci siano tracce già dalla metà del Settecento. La sera che anticipava ogni festività, si teneva la processione della “nave”, una costruzione in legno e rivestita di carta colorata, al cui centro veniva posizionata la statuetta del Santo; portata a spalla e preceduta da uomini vestiti da turchi e da bambini che sorreggevano lampioncini veneziani, la nave era seguita da carri trainati da cavalli e muli sui quali erano allestiti questi “Quadri plastici” che, nella versione più moderna, vengono rappresentati su palchi fissi per permettere una maggiore aderenza scenografica del soggetto riprodotto [fonte: aviglianonline.eu]. Un evento tanto suggestivo da varcare i confini delle terre aviglianesi, fino ad arrivare a Venosa – nel 2013, in occasione del quattrocentesimo anniversario dalla morte di Carlo Gesualdo – per la rappresentazione del dipinto “Il perdono di Gesualdo” (1609) del pittore fiorentino Giovanni Balducci detto il Cosci: in quella occasione, il quadro plastico aveva un impalcato di sette metri, realizzato in soli nove giorni. Subito dopo c’è stato il sostegno a Matera ed alla sua candidatura a Capitale Europea della Cultura per il 2019; fino a varcare i confini dell’Italia, per approdare alla National Gallery di Londra nell’ambito della mostra “Beyond Caravaggio” – mettendo in scena “Salomè con la testa del Battista” (1607-1610) e “Cattura di Cristo” (1602) – dopo esser passati per vari programmi televisivi nazionali. Un evento che, indubbiamente, si appresta a divenire appuntamento fisso nella terra di Basilicata. Un appuntamento con uno splendido borgo e la Bellezza che racchiude.
Marialaura Garripoli
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