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Luoghi da visitare: la casa museo Aiello a Moliterno

7/01/2012

Bisogna imboccare la salita che porta alla Chiesa Madre e su ancora al maniero medievale per giungere alla Casa Museo Domenico Aiello, due piccoli interni di un’antica abitazione ristrutturata le cui pareti si consegnano ad antiche stampe, tele, acqueforti, disegni. Uno spazio che può lasciare indifferente il visitatore distratto, ben altra reazione strappa a chi è attratto dalle muse delle arti e vi sosta senza fretta, dando senso al recupero di quell’intervallo perduto (che vuole anche significare un nuovo approccio col sapere) di cui scrive da anni il critico, estetologo e pittore Gillo Dorles. E basta portare l’attenzione alle mura del primo ambiente per imbattersi nel delizioso bozzetto in olio “Haydèe figlia del pascià di Giannina”( 1844) di Vincenzo Marinelli, il pittore di San Martino D’Agri che nella sua esperienza seppe coniugare il purismo della scuola romana dell’ottocento con la vivacità della luce e dei colori dell’arte orientalista ed ellenica. Spostando lo sguardo di fianco si possono apprezzare del marateota Angelo Brando un dipinto di donna del 1922 e dell’avanguardista macchiaiolo Michele Tedesco quattro figure umane realizzate a matita e una tavoletta in olio di una veduta in ombra del Vesuvio, portata a termine sicuramente nel periodo in cui il pittore (natio di Moliterno) si trasferì nel capoluogo partenopeo, dopo gli anni passati a Firenze e Roma. Passando nel secondo interno - senza non aver prima incrociato un paio di interessanti opere del rivellese Mauro Masi e una bellissima acquaforte del materano Luigi Gerricchio - si può rimanere abbagliati da una serie di cartine geografiche tra cui quella del Magini datata 1682 e, a specchio, da stampe paesaggistiche del seicento di Montepeloso, Grumento Nova, Tricarico, Marsiconuovo , Potenza, Acerenza e Marsiconuovo a firma dell’abate Giovan Battista Pacichelli. In totale le opere esposte permanentemente sono una cinquantina e tutte legate alla Lucania per gli artisti che le firmano o per le raffigurazioni che espongono. La Casa Museo Aiello è stata ideata dall’odontoiatra di fama internazionale Gianfranco Aiello che l’ha voluta dedicare alla memoria del padre, allestendola proprio nell’abitazione dove aveva vissuto nell’infanzia il genitore. E’ stata aperta il 30 luglio del 2010 e dopo oltre un anno di attività vi sono passati circa tremila visitatori, la maggior parte dei quali provenienti da fuori regione. Il Museo, insieme ai quadri, presenta una videoteca che cataloga, tra l’altro, servizi e reportages della Rai su Scotellaro, Pierro, Sinisgalli realizzati dal giornalista Mario Trufelli, nonché un patrimonio librario di “lucanistica” di circa quattrocento volumi, tra cui spicca una copia della “Rivoluzione in Basilicata del 1860” di Michele La Cava e “La canzone della campana di F.Schiller”, un’opera questa preziosissima ( probabilmente unica copia in circolazione) di Giacomo Racioppi pubblicata nel 1907 da una tipografia romana. Ma il Museo Aiello non è solo un domicilio al pubblico di quadri, libri ed audiovisivi , sin dalla sua apertura si è proposto come un multifunzionale centro delle arti. “Con le presentazioni di libri, gli incontri e le discussioni che promuoviamo - spiega il direttore Pasquale Dicillo – stiamo cercando di affermare uno spazio territoriale della cultura e, al contempo, un progetto che sappia mettere insieme idee e tradizioni, confrontare linguaggi del passato con quelli del presente, naturalmente sempre facendo riferimento in primis alle cose di casa nostra, della Basilicata”. La Casa Aiello, inoltre, presenta all’esterno un terzo ambiente dove, con il contributo e il lavoro di ricerca della bibliotecaria Nilla Lagrutta, è stato arredato di oggetti e manufatti l’interno di un’antica abitazione locale, ma la diversità (e l’anomalia) di questo piccolo contenitore sta proprio nello star fuori dal molliccio sistema nazionale del marketing culturale che si fa spot e non lascia traccia ad alcun impasto di idee e riflessioni. La Casa Museo Aiello, insomma, vuole essere spazio di una cultura di contenuti, provando a mettere a voce anche dentro la prospettiva che rivaluti in tutto i piccoli centri della Basilicata. La sua apertura è tutti i giorni dalle 10.30 alle12.30, dalle18.00 alle 20.00.




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