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| Libera e Anpi, mancata revoca cittadinanza a Mussolini a venosa:''ferita aperta' |
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19/06/2026 | Venosa, la mancata revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è una ferita alla memoria democratica
Il Presidio di Libera Vulture Alto Bradano esprime profonda preoccupazione per la decisione del Consiglio Comunale di Venosa di respingere la mozione di revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1924.
Una decisione che riteniamo grave, non soltanto sul piano simbolico, ma anche sotto il profilo culturale e istituzionale. La motivazione secondo cui “la storia non si cancella” appare infatti insufficiente e fuorviante. Nessuno ha mai chiesto di cancellare la storia. La storia appartiene alla conoscenza, alla ricerca, alla memoria collettiva. Una cittadinanza onoraria, invece, appartiene alla sfera del riconoscimento pubblico e dei valori che una comunità sceglie di rappresentare e trasmettere.
Benito Mussolini non è una figura storica neutrale. È il capo del regime fascista che ha abolito le libertà democratiche, perseguitato gli oppositori politici, soppresso il pluralismo, introdotto le leggi razziali del 1938 e trascinato il Paese nella tragedia della guerra e della dittatura. Continuare a mantenerne l’onorificenza civica significa lasciare irrisolta una contraddizione che interpella direttamente la coscienza democratica delle istituzioni.
La Costituzione della Repubblica Italiana nasce dalla Resistenza e dalla Liberazione. Essa afferma il valore inviolabile della dignità umana, dell’uguaglianza, della partecipazione democratica, della libertà di pensiero e di associazione. La XII Disposizione transitoria e finale vieta espressamente la riorganizzazione del disciolto partito fascista, riconoscendo nella storia del fascismo una negazione dei principi su cui si fonda la Repubblica.
Per questa ragione l’antifascismo non rappresenta una semplice opinione politica tra le altre, ma costituisce il presupposto storico e costituzionale della nostra democrazia. È il terreno comune sul quale si è ricostruito il Paese dopo la dittatura e la guerra.
In tutta Italia numerose amministrazioni comunali hanno scelto negli ultimi anni di revocare le cittadinanze onorarie conferite a Mussolini durante il ventennio. Lo hanno fatto amministrazioni di diverso orientamento politico, consapevoli che tali atti non modificano il passato ma qualificano il presente. Revocare una cittadinanza onoraria non significa riscrivere la storia; significa dichiarare da quale parte della storia una comunità intende collocarsi.
Per questo motivo riteniamo che la decisione assunta dal Consiglio Comunale di Venosa rappresenti un’occasione mancata. Un’occasione per riaffermare con chiarezza i valori della Costituzione repubblicana, della memoria democratica e della responsabilità civile.
Come Libera, associazione impegnata quotidianamente nella costruzione di una cultura della legalità democratica, della giustizia sociale e della partecipazione, crediamo che le istituzioni abbiano il dovere di custodire e testimoniare quei valori che hanno consentito all’Italia di liberarsi dalla dittatura e di diventare una Repubblica fondata sui diritti, sulle libertà e sulla dignità della persona.
Per queste ragioni auspichiamo che il dibattito possa proseguire nella comunità venosina e che le istituzioni locali tornino a interrogarsi sul significato profondo dei simboli pubblici e sulla responsabilità educativa che essi esercitano verso le nuove generazioni.
La storia non si cancella. Ma la democrazia si difende anche attraverso i simboli, le scelte e la coerenza delle istituzioni. Per questo continueremo a promuovere memoria, consapevolezza e impegno civile, affinché i principi costituzionali non siano mai ridotti a una formula di circostanza, ma restino il fondamento vivo della nostra convivenza democratica.
Presidio Libera Vulture Alto Bradano
Coordinamento regionale Libera Basilicata
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