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Antropografie Mediterranee. Mappe dell'umano tra luoghi, memorie e appartenenze

16/06/2026

Il MIP – Matera International Photography APS–ETS inaugura giovedì 25 giugno 2026, alle ore 18.30, presso l’Archivio di Stato di Matera (Via T. Stigliani,25) Antropografie mediterranee. Mappe dell’umano tra luoghi, memorie e appartenenze, mostra collettiva a cura di Maristella Trombetta, Docente di Storia dell'Estetica Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Che cos'è un orizzonte?
Non una linea che delimita il visibile, ma una promessa di senso. Non un confine, ma una soglia. L'orizzonte accompagna ogni nostro sguardo senza mai lasciarsi raggiungere; si ritrae mentre ci avviciniamo, aprendoci continuamente a nuove possibilità di esperienza.
È da questa intuizione che nasce "Antropografie mediterranee", la mostra collettiva all’interno della decima edizione del Festival della Fotografia e delle Arti Visive MIPphest2026 con la direzione artistica di Antonello Di Gennaro.
In occasione del suo decennale, il Festival affida, per il secondo appuntamento, a quattordici artisti di riconosciuto profilo internazionale Melania Avanzato (Francia), Ruben Buhagiar (Malta), Carla Cantore (Italia), Michele Carmineo (Italia) , Kevin Cascha (Malta), Antonello Di Gennaro (Italia), Enzo Ferrari (Italia), Zacharie Gaudrillot-Roy (Francia) , Christian Gold-Kurz (Austria), Maurizio Guarino (Italia), Marcela Grassi (Spagna), Pygmalion Karatzas (Grecia), Maria Pansini (Italia), Simonetta Prestinenzi (Italia) una domanda semplice e insieme inesauribile: che cosa significa oggi abitare il Mediterraneo?
Le opere raccolte in mostra non rispondono attraverso la descrizione di luoghi o l'inventario di paesaggi. Esse costruiscono piuttosto una fenomenologia dello sguardo mediterraneo, un itinerario visivo nel quale il mare emerge come esperienza, memoria, atmosfera e condizione esistenziale.
Il Mediterraneo che attraversa queste immagini non coincide con una geografia. È uno spazio vissuto. Una trama di relazioni sedimentate nel tempo. Un luogo mentale e affettivo nel quale si intrecciano appartenenze, migrazioni, assenze, incontri e desideri.
Le fotografie diventano così mappe sensibili. Non indicano rotte da seguire, ma esperienze da attraversare.
Ogni artista compone il proprio Mediterraneo attraverso frammenti apparentemente dispersi: una luce che accarezza una superficie, il profilo di una costa, una presenza umana che si dissolve nel paesaggio, un dettaglio che trattiene il peso della memoria. In queste immagini non vi è nulla di monumentale. Vi è piuttosto l'attenzione per ciò che sfugge, per ciò che resta ai margini del racconto, per quella dimensione atmosferica che precede ogni definizione e che costituisce il tessuto invisibile del nostro rapporto con il mondo.
Come hanno mostrato le riflessioni contemporanee sullo spazio e sulla percezione, non abitiamo semplicemente dei luoghi: siamo abitati dalle atmosfere che essi generano. I paesaggi non sono scenari neutri davanti ai nostri occhi, ma campi di risonanza emotiva, memorie incarnate, esperienze che plasmano il nostro modo di sentire e di comprendere.
In questa prospettiva il Mediterraneo appare come una grande atmosfera culturale. Un mare che non separa ma connette. Un archivio vivente di civiltà, lingue, gesti e immaginari. Un orizzonte condiviso nel quale differenze e prossimità si incontrano incessantemente.
Il titolo della mostra, così come quello del tema del Festival, allude proprio a questa condizione di apertura. Gli orizzonti sono fluidi perché fluida è la nostra esperienza del mondo. Fluide sono le identità che attraversano il Mediterraneo. Fluide sono le memorie che migrano da una sponda all'altra, le narrazioni che si trasformano, le immagini che continuano a generare nuove interpretazioni.
Le opere dei tredici artisti non costruiscono una rappresentazione unitaria del Mediterraneo. Al contrario, ne restituiscono la natura plurale, mobile e irriducibile. Insieme compongono una costellazione di sguardi che invita il visitatore a interrogare la propria relazione con il paesaggio, con la memoria e con l'altro.
A dieci anni dalla sua nascita, il MIPphest celebra così non soltanto un anniversario, ma una visione: quella di una fotografia capace di oltrepassare la mera registrazione del reale per farsi strumento di conoscenza, esperienza e immaginazione.
"Antropografie mediterranee" è un invito a sostare sulla soglia del visibile.
A riconoscere che ogni paesaggio custodisce una storia ancora da raccontare.
E che ogni orizzonte, prima di essere una forma del mondo, è una forma del nostro sguardo.
All’inaugurazione saranno presenti il Direttore dell’Archivio di Stato Pietro Sannelli, la Presidente del MIP Carla Cantore, il Direttore Artistico Antonello Di Gennaro, la curatrice Maristella Trombetta e gli artisti.
L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno della Camera di Commercio della Basilicata e all’Archivio di Stato di Matera, alla collaborazione con Malta Photographic Society, MIPP Malta Institute of Professional Photography e The Federation of European Photographers (FEP). Gode inoltre dei patrocini del: Ministero della Cultura, Direzione Generale Archivi, Soprintendenza Archeologica e Bibliografica della Basilicata, Archivio di Stato di Matera, del Comune di Matera e Fondazione Matera Basilicata 2019.
La mostra è visitabile gratuitamente fino al 31 luglio 2026.
MOSTRA
Titolo: Antropografie mediterranee.
MIPphest2026 – Orizzonti fluidi
Artisti:
Melania Avanzato (Francia)
Ruben Buhagiar (Malta)
Carla Cantore (Italia)
Michele Carmineo (Italia) 
Kevin Cascha (Malta)
Antonello Di Gennaro (Italia)
Enzo Ferrari (Italia)
Zacharie Gaudrillot-Roy (Francia)
Christian Gold-Kurz (Austria)
Maurizio Guarino (Italia)
Marcela Grassi (Spagna)
Pygmalion Karatzas (Grecia)
Maria Pansini (Italia)
Simonetta Prestinenzi (Italia)
Curatela: Maristella Trombetta
Direzione artistica: Antonello Di Gennaro
Organizzatore: MIP - Matera International Photography APS – ETS
Spazio espositivo: Archivio di Stato - Via T. Stigliani, 25 - Matera
Inaugurazione: 25 giugno 2026 ore 18.30
Periodo: 25 giugno – 31 luglio 2026
Orario: dal lunedì al venerdì: 9.00 – 13.00 / martedì e giovedì: 9.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00

INGRESSO LIBERO



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