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| Recensione del libro “Un paese che invecchia. Le conseguenze del cambiamento demografico'' |
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1/04/2026 | Il libro “Un paese che invecchia. Le conseguenze del cambiamento demografico” (a cura di Enrico Biale, Carlo Burelli e Anna Elisabetta Galeotti, di 128 pagine edito da Carocci editore a gennio 2026 ed acquistabile al prezzo di 14,25 euro, è un saggio che analizza in modo interdisciplinare (filosofia politica, economia, sociologia, demografia) il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione italiana e le sue implicazioni.
Il libro parte da un dato fondamentale:
l’Italia è già oggi una società che invecchia, non è un problema futuro ma presente. Le cause principali sono:
bassa natalità (circa 1,2 figli per donna)
aumento della longevità Questo porta a uno squilibrio demografico crescente.
Diminuisce la popolazione in età lavorativa e si riduce la capaicità produttiva del paese. Mentre aumenta la pressione sul sistema pensionistico e su quello sanitario, per cui il rapporto tra lavoratori e pensionati peggiora drasticamente nel tempo. Il testo mette in rilievo anche il cambiamento della struttura della società (più anziani e meno giovani) Quindi vi è il rischio di un confitto genarazionale tra anziani e giovani che si è acuito nel corso degli anni. Il tradizionale patto intergenerazionale (i giovani sostengono gli anziani) entra in crisi. Gli anziani diventano più numerosi e hanno maggiore peso politico rispetto ai giovani che risultano meno rappresentati e più marginalizzati.
Pertanto si crea uno squilibrio nella distribuzione del potere politico.
Il volume non si limita solo a descrivere il problema, ma suggerisce possibili interventi:politiche a sostegno della natalità maggiore inclusione politica dei giovani riduzione delle barriere alla partecipazione redistribuzione di risorse e opportunità tra età L’invecchiamento non è inevitabile come destino, ma può essere governato politicamente.
Infine esso invita a cambiare prospettiva:
l’invecchiamento della popolazione non deve essere visto solo come un problema, ma come una sfida politica e sociale che richiede nuove forme di equità tra generazioni.
Biagio Gugliotta |
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