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| A Matera screening nefrologico gratuito in occasione della Giornata Mondiale del rene |
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9/03/2026 | I reni lavorano in silenzio, ma il loro benessere è il motore dell’intero organismo. Proprio questo “silenzio” è l’arma più insidiosa delle patologie renali, che spesso avanzano senza sintomi evidenti finché non raggiungono stadi critici.
Per rompere questo isolamento e promuovere una cultura della responsabilità sanitaria, l’Unità Operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’ospedale di Matera e Aned, Associazione Nazionale Emodializzati – Dialisi e Trapianto – APS di Basilicata, hanno organizzato delle iniziative concrete in occasione della Giornata Mondiale del Rene 2026, prevista per giovedì 12 marzo.
A Matera, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il piano terra dell’ospedale “Madonna delle Grazie”, il personale medico ed infermieristico della Nefrologia, Dialisi e Trapianto resterà a disposizione per offrire alla cittadinanza controlli gratuiti delle urine, la misurazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e una visita nefrologica.
A ogni cittadino che si sottoporrà ai controlli sarà rilasciato un foglio con i risultati e i valori rilevati e, se necessario, suggerito il percorso terapeutico da intraprendere.
Verrà valutata la presenza dei fattori di rischio per lo sviluppo di malattie renali, verrà spiegata l’importanza della prevenzione, saranno fornite le informazioni su come scoprire precocemente la presenza di una malattia renale ed alcune buone regole per salvaguardare la salute dei reni.
Per sottoporsi ai controlli non è necessaria la prenotazione né l’impegnativa del medico di medicina generale.
La prevenzione passa anche dai banchi di scuola. Sempre il 12 marzo, il Liceo Classico “E. Duni” di Matera ospiterà un incontro dedicato al tema “Salute renale, prevenzione e diagnosi precoce”. Un dialogo diretto con gli studenti per sensibilizzare le nuove generazioni sui fattori di rischio e sull’importanza di adottare stili di vita corretti sin dalla giovane età e di individuare precocemente eventuali segnali di allarme.
La salute dei reni non va data per scontata: attenzione, responsabilità, diagnosi precoce, controlli semplici, piccoli gesti, occasioni di informazione corretta e sensibilizzazione possono fare una differenza concreta nella tutela della salute e nel contribuire a intercettare situazioni da approfondire.
Da una recente ricerca internazionale condotta da un pool di oltre duecento clinici (nefrologi, cardiologi, diabetologi, endocrinologi e geriatri), emerge che il peso della malattia renale cronica è aumentato di 4 volte dal 1990 al 2023 e tutti gli indicatori sono in aumento (incidenza, prevalenza, decessi e anni trascorsi in condizioni di disabilità). Gli scenari più gravi riguardano il Nord Africa e il Medio Oriente e comunque gli Stati che affrontano le maggiori disuguaglianze sanitarie.
Per quanto riguarda i Paesi Occidentali, che possono vantare sistemi sanitari migliori in termini di qualità, il trend epidemiologico è anche condizionato dall’invecchiamento della popolazione e dall’inevitabile compresenza di malattie come diabete, ipertensione, cardiopatie e obesità che rappresentano i fattori più significativi per l’insorgenza della malattia renale.
A ciò si aggiunge il diffuso peggioramento degli stili di vita (nessuna attività fisica regolare, alimentazione sbagliata, abuso di farmaci antidolorifici e nefrotossici ecc.) e una moltitudine di pazienti che non ha ancora ricevuto una diagnosi. Le conseguenze sono scontate.
In Italia circa il 10% della popolazione è affetto da insufficienza renale ma soltanto un numero limitato di persone ne è consapevole. Sono quasi 50.000 le persone tra uomini, donne e bambini che effettuano dialisi, circa 10.000 i nuovi ingressi in dialisi nell’ultimo anno, 7mila i pazienti in lista d’attesa per un trapianto di rene.
In Basilicata i dializzati sono circa 400, in trattamento presso 12 Centri dialisi di cui due privati, oltre 200 i trapiantati, i nuovi ingressi sono in linea con la media nazionale, mentre circa 6.000 sono le persone affette da malattie renali seguite negli ambulatori di nefrologia pubblici presenti sul territorio; presso l’ospedale di Matera sono in trattamento dialitico 60 pazienti.
Eppure se si riuscisse ad agire in anticipo, con i nuovi farmaci a disposizione, si potrebbe rallentare per molti anni la progressione del danno renale.
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