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Carbone, dopo mille anni arrivano le reliquie di san Luca di Armento

15/02/2026

Ieri, sabato 14 febbraio 2026, la comunità di Carbone ha accolto una reliquia di san Luca di Armento, figura monastica tradizionalmente legata alle origini del paese, in un clima di raccoglimento, intensa partecipazione e profondo valore simbolico.
Le reliquie del Santo sono custodite ad Armento. L’Archimandrita Gavriil Anisimov del Monastero greco-ortodosso di Carbone dedicato ai santi Elia, Anastasio Martire e Luca Abate ne ha richiesta ed ottenuta una da Sua Eccellenza Monsignor Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera, Irsina e Tricarico.
L’arrivo della reliquia nella Chiesa Madre di Carbone intitolata a San Luca Abate è stato accolto da un lungo applauso dei cittadini, consapevoli del significato storico dell’evento. La celebrazione, autorizzata da Sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Carmine Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, è stata presieduta da don Nicola Urgo, Vicario Generale di Tricarico, in un clima di rispetto e partecipazione, che ha testimoniato l’attenzione reciproca tra le comunità cristiane presenti sul territorio. Alla stessa hanno preso parte rappresentanti delle Diocesi, i parroci delle comunità coinvolte, i sindaci di Carbone e Armento e numerosi fedeli.
A conclusione della funzione religiosa è stata data lettura della lettera inviata dal Vescovo di Tursi-Lagonegro, che ha voluto unirsi spiritualmente alla gioia della comunità ortodossa e di tutti i fedeli presenti. Nel suo messaggio, Monsignor Orofino ha definito il dono della reliquia «una grande occasione di preghiera, spiritualità e formazione alla luce del monachesimo bizantino che per secoli ha alimentato la fede della nostra amata Basilicata», esprimendo apprezzamento per il rinnovato dinamismo ecumenico maturato anche grazie alla presenza della comunità ortodossa a Carbone. Ha richiamato, inoltre, il recente anniversario dei 1700 anni dal Concilio di Nicea, sottolineando come il cammino verso l’unità dei cristiani richieda serietà, rispetto delle tradizioni e un atteggiamento autenticamente spirituale, lontano da ogni forma di trionfalismo. La piena comunione – ha ricordato – resta un dono da invocare con umiltà e perseveranza.
Nel suo intervento istituzionale il sindaco di Carbone, Mariano Mastropietro, ha evidenziato come l’evento «non appartenga soltanto alla dimensione liturgica, ma alla memoria e all’identità di una comunità», rappresentando un gesto capace di riannodare un filo con le radici storiche del territorio. È stato anche sottolineato il valore di collegamento e di unione tra due valli, quella del Serrapotamo e quella dell’Agri, testimoniato dalla presenza del sindaco e del parroco di Armento, in un clima di riconoscimento reciproco tra comunità legate da una comune tradizione.
Tuttavia, dal punto di vista storiografico, come evidenziato in uno studio di don Antonio Appella e ripreso dal Sindaco, la figura di san Luca, fondatore del monastero di Carbone, presenta ancora profili oggetto di approfondimento. Le ipotesi oggi ritenute più plausibili possono essere così sintetizzate:
l’identificazione tradizionale come unica figura monastica, conosciuta a più riprese come di Demenna, di Armento e detto Carbone;
l’identificazione con il solo Luca di Armento, distinto da quello di Demenna;
la distinzione del Luca detto Carbone dagli altri.
Le fonti medievali risultano, purtroppo, essenziali e talvolta frammentarie e lacunose, imponendo un approccio prudente e rigoroso.

Il percorso avviato dall’Amministrazione comunale si sviluppa in costante e leale collaborazione con la Diocesi di Tursi-Lagonegro e con il suo Vescovo, all’interno di un dialogo istituzionale improntato sulla stima reciproca. In questo quadro si inseriscono gli interventi recentemente realizzati sulla Chiesa Madre dedicata a San Luca Abate, così come quelli programmati per la Cappella di Santa Maria degli Angeli, che versava in condizioni tali da rischiare crolli e abbandono. Tali opere, promosse dalla Diocesi con il sostegno della Regione Basilicata, sono state rese possibili grazie a una sinergia positiva e continua tra istituzioni civili ed ecclesiastiche e al costante impegno dell’Amministrazione comunale.
Parallelamente, è aperto un confronto anche con Sua Eminenza il Metropolita Polykarpos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia, affinché la presenza della comunità ortodossa possa consolidarsi come valore aggiunto per Carbone, non soltanto sotto il profilo spirituale, ma anche in una prospettiva culturale, sociale ed economica.
Infatti, da circa due anni, sono stati accolti a Carbone i monaci ortodossi, la cui attività si è gradualmente inserita nel tessuto religioso e sociale del territorio, aprendo nuovi percorsi di collaborazione e valorizzazione del patrimonio locale. Significativo il fatto che siano stati i primi a pensare alla richiesta di una reliquia del santo di Armento, che da ieri si aggiunge a quelle già venerate nel loro monastero.
La serata si è conclusa con un momento di condivisione presso i locali della parrocchia, suggellando un evento che la cittadinanza ha vissuto come occasione di riscoperta delle proprie radici e come segno concreto di dialogo tra tradizioni cristiane, nel rispetto delle identità e nella comune ricerca di comunione.



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