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| 3° Stati Generali del Patrimonio Industriale di AIPAI |
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6/02/2026 | Si svolgerà dal 5 all’8 febbraio 2026 la terza edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale, stavolta tra Bari, Matera e Lecce, promossa e organizzata da AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, appuntamento di riferimento a livello nazionale e internazionale in collaborazione con Politecnico di Bari, Università della Basilicata e CNR ISPC Lecce per il confronto sui temi della tutela, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio industriale con un occhio preponderante al territorio italiano.
All'iniziativa prenderanno parte studiosi, professionisti, operatori culturali e turistici, architetti, ingegneri, urbanisti, economisti, amministratori pubblici, associazioni territoriali e di comunità, nonché a tutti i soggetti impegnati nei processi di recupero, gestione e reinterpretazione del patrimonio produttivo, materiale e immateriale.
Questo a dimostrazione di come il patrimonio archeologico industriale sia in grado di interessare tutte le componenti di un dato territorio.
La rilevanza dei temi e la pluralità degli attori hanno meritato alla iniziativa quadriennale di AIPAI il significativo patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero della Cultura, oltre alle molte realtà amministrative coinvolte, istituti culturali, aziende, fondazioni.
Dopo le edizioni precedenti, il congresso amplia il proprio orizzonte geografico e scientifico. L'attenzione è rivolta agli strumenti, ai processi, agli operatori e alle comunità.
È inoltre questa l'occasione per prestare maggiore attenzione all’Italia meridionale e al ruolo strategico che il patrimonio industriale può assumere nei processi di sviluppo territoriale, innovazione culturale e sostenibilità economica e sociale.
Con questa edizione, infatti, gli Stati Generali e AIPAI evidenziano come il tessuto industriale italiano riguardi tutto il territorio e anche quella parte inopportunamente sottovaluta dal punto di vista dell’archeologia industriale.
I territori contemporanei conservano, nei paesaggi e nelle strutture urbane, le tracce profonde della produzione e del lavoro. Fabbriche, infrastrutture, architetture industriali, archivi e memorie d’impresa rappresentano un’eredità complessa e preziosa, che interpella direttamente le politiche culturali, le strategie di rigenerazione urbana e le nuove forme di uso e fruizione del patrimonio.
Nel corso delle quattro giornate, attraverso sessioni plenarie, tavoli di lavoro e momenti di confronto interdisciplinare, gli Stati Generali affronteranno i principali temi legati alla conoscenza, conservazione e trasformazione del patrimonio industriale, dalle pratiche di restauro e riuso alle strategie di valorizzazione culturale e turistica, fino al rapporto tra patrimonio, comunità e sviluppo locale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di riqualificazione di aree dismesse o sottoutilizzate, pubbliche e private, considerate come risorsa strategica per il rilancio economico, sociale e culturale dei territori, nonché alla costruzione di modelli di governance capaci di coniugare tutela, innovazione e partecipazione.
Il congresso si inserisce in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti economici, sociali e ambientali, che rendono sempre più urgente una riflessione condivisa sul futuro delle città, dei paesaggi produttivi e delle comunità che li abitano. In questo scenario, il patrimonio industriale si conferma come uno dei principali ambiti di sperimentazione di politiche culturali orientate alla sostenibilità e alla visione di lungo periodo.
Gli Stati Generali del Patrimonio Industriale rappresentano dunque un’occasione di confronto qualificato e di costruzione di reti tra istituzioni, università, enti di ricerca, professionisti e associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del patrimonio industriale come leva di sviluppo e come componente essenziale dell’identità dei territori.
Dichiarazioni
"I terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale si tengono alla luce di un allargamento di orizzonti secondo più prospettive. Per quanto riguarda la patrimonializzazione, grazie all'incessante opera di studiosi e appassionati, è sempre più condivisa, e quindi si afferma, la consapevolezza della rilevanza delle memorie del patrimonio industriale. Preziosi beni materiali e immateriali, utili per la comprensione dei nostri tempi, delle conquiste raggiunte così come delle criticità principali.
Sul piano degli strumenti, sicuramente ci si confronta con gli effetti della rivoluzione digitale, non solo per rendere accessibili fonti, siti alla fruizione a distanza, contenuti in realtà aumentata o virtuale, ma soprattutto l'incedere della AI con le sue ancora non misurate prospettive.
Inoltre, l'ampiamento di orizzonti non è solo concettuale, è anche geografico e umano. Il convegno vede la partecipazione dei delegati di tutti i paesi del mediterraneo per la costituzione di una rete mediterranea del patrimonio industriale MedNIH - Mediterranean Network of Industrial Heritage su iniziativa di AIPAI e TICCIH. Nel delicato e afflitto contesto internazionale sovraregionale, gli studiosi di archeologia industriale intendono così contribuire a creare ponti culturali, reti di comprensione e, più in generale, contesti di cooperazione e di pace. La costruzione di una rete mediterranea per il patrimonio industriale non è solo un progetto scientifico e organizzativo, ma anche un segnale di responsabilità culturale e sociale, in cui la conoscenza condivisa diventa strumento di coesione, dialogo e sviluppo sostenibile per l’intera regione." Professor Edoardo Currà, Presidente Aipai.
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"La scelta di Matera come una delle sedi dei Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale non è casuale, ma si inserisce in una precisa cornice culturale e scientifica. La città e il suo territorio costituiscono un laboratorio emblematico per riflettere sulle relazioni tra produzione, paesaggio e comunità nel Mezzogiorno d’Italia. Accanto a un patrimonio storico di riconoscimento internazionale, la Basilicata conserva infatti un articolato patrimonio industriale e infrastrutturale, spesso poco visibile ma profondamente radicato nella memoria dei luoghi: opifici, architetture del lavoro, impianti, sistemi estrattivi e agricoli che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione del paesaggio e delle forme dell’abitare contemporaneo. Portare a Matera il confronto nazionale e internazionale sul patrimonio industriale significa quindi riconoscere il valore culturale di queste eredità, superare una visione riduttiva e concentrata dei processi industriali e riaffermare il ruolo attivo di tali patrimoni nei percorsi di rigenerazione, sviluppo locale e costruzione di nuove strategie di valorizzazione consapevole". Professoressa Antonella Guda, Presidente del Congresso. |
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