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Aree interne: la mappa delle opportunità ritrovate in un progetto del Gal |
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3/04/2022 | Il Progetto “Aree interne e non solo: mappa delle opportunità ritrovate” è il progetto con il quale il GAL Cittadella del Sapere si propone di realizzare una “mappa delle opportunità ritrovate”. L’iniziativa nasce con il coinvolgimento di un centro di competenza come la Fondazione Riusiamo l’Italia, che
censisce patrimoni dormienti e sottoutilizzati, partendo dal censimento degli immobili, degli spazi e dei manufatti in stato di abbandono fino a promuoverne il riuso in chiave di innesco per i processi di rigenerazione urbana e territoriale. Riusiamo l’Italia che, a sua volta, è già partner a livello nazionale di SIBaTer Supporto Istituzionale alla Banca delle Terre, il progetto di ANCI-IFEL i cui servizi sono stati attivati dal GAL per i Comuni del territorio di riferimento e che ormai da tre anni, fornisce supporto a carattere istituzionale a titolo gratuito a beneficio dei Comuni del Mezzogiorno per l’attuazione della Banca delle terre comunali, per censire terreni e altri immobili rurali in stato di abbandono ed accompagnare i Comuni nel processo di recupero e valorizzazione dei beni censiti. Con il Progetto la “Mappa delle opportunità ritrovate”, attraverso la partnership con Riusiamo l’Italia e la
collaborazione istituzionale con SIBaTer, il GAL Cittadella del Sapere persegue l’importante obiettivo di dotare il territorio di riferimento di uno strumento di conoscenza del patrimonio dismesso, rivolgendosi a beni sia di proprietà pubblica che privata, attivando in tal modo occasioni di rigenerazione territoriale ed opportunità di nuova imprenditorialità per chiunque intenda sviluppare progetti a vocazione sociale, ambientale o culturale e in generale iniziative di valorizzazione del territorio, anche a fini turistici. L’azione coordinata dei tre attori, il GAL, la Fondazione Riusiamo l’Italia e il Progetto SIBaTer, si propone dunque di valorizzare il patrimonio immobiliare abbandonato o sottoutilizzato, inteso come un “unicum” di risorse territoriali, che possono
contribuire alla rinascita del capitale sociale, delle comunità locali, dei territori, dei paesaggi e degli ecosistemi. Gli strumenti di mappatura di Riusiamo l’Italia e di SIBaTer diventano perciò sinergici per favorire e orientare interventi nel campo della nuova economia green, della transizione ecologica, della lotta al cambiamento climatico, della tutela del suolo, della prevenzione del rischio idrogeologico. Questi e tanti altri, sono infatti i risultati attesi della creazione di una Banca delle terre per recupero ad uso produttivo e valorizzazione di un patrimonio che è un “bene comune” e un potenziale innesco di sviluppo locale. Le sfide in campo sono molteplici. Creare nuove dinamiche “scambiatrici” e di “rete” in territori di area vasta, dove le rispettive diversità in termini di “concentrazione” di persone e servizi possono alimentare fattori di riequilibrio e ridistribuzione delle filiere del valore. Ma anche favorire l’incontro fra “domanda e offerta” di terre e altri immobili inutilizzati, introducendo paradigmi di imprenditorialità multifunzionale e innovativa, le uniche forme di impresa sostenibile dal punto di vista economico e sociale, in contesti come quelli delle nostre aree interne, che scontano note fragilità e sono esposte a spopolamento. Il Progetto del GAL Cittadella del Sapere mira a costruire nei prossimi quattro mesi una banca dati contenente la mappatura di numero consistente di beni adeguatamente censiti, sia pubblici che privati, attualmente abbandonati o sottoutilizzati. Tale infrastruttura conoscitiva permetterà la piena integrazione delle strategie di sviluppo territoriale dell’area e degli interventi di valorizzazione del suo patrimonio (materiale e immateriale), con le diverse opportunità che la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) e i nuovi programmi di Sviluppo rurale propongono per le due aree che insistono sul territorio del GAL: l’Area LEADER e l’Area Interna SNAI Mercure Alto Sinni Val Sarmento. Date le opportunità in campo, in questo contesto, centrale è il coinvolgimento del Partenariato locale, pubblico e privato, nel Progetto “Mappa delle opportunità ritrovate”, sia nella ricognizione di beni inutilizzati o sottoutilizzati, sia per la successiva attuazione dei progetti di riutilizzo e di recupero ad uso produttivo dei beni censiti, in un’ottica di valorizzazione complessiva dell’intero territorio dell’area. |
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