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I 2elementi: orgoglio lucano alla ricerca dell’umano

7/02/2022

Più volte ho avuto il piacere di interagire creativamente con Vito Coviello, metà dei “2 EleMenti” la cui altra sfera completa Vito Santoamato.
E’ sempre stato, quello con Vito Coviello, un dialogo, arricchente, piacevole,profondo, l’apertura di una breccia umana o culturale che ha lasciato in me sempre una scia luminosa di qualcosa che prima non c’era o era ancora chiusa.
Musicisti, compositori, creativi, e molto di più, direi dei “concettualisti” d’Arte affamati d’autenticità, i“2 EleMenti”, si caratterizzano sul panorama musicale italiano ed europeo per innovazione, ricerca e per un coraggio e una dedizione al nobile mestiere dell’Arte della musica che è anche visibile, a mio avviso, nel modo in cui si relazionano agli strumenti e nella costruzione video di ogni loro lavoro.
Molte personalmente, sono le evocazioni che i “2 EleMenti” mi ispirano ma mi limito a dire già quanto detto così da potervi lasciare il gusto piena della bella intervista che segue.

I 2elementi, duo indiepop di origini lucane, si contraddistingue per un approccio musicale ricercato, anticonvenzionale ed innovativo. Come definireste la vostra musica e quali le vostre fonti di ispirazione?
Come tutti quelli che ci seguono o che per la prima volta ci ascoltano avranno capito, le nostre “ispirazioni” sono molte e molto lontane. L’amore per le colonne sonore di Danny Elfman e John Williams hanno fatto per prime da apripista. Parliamo di grandi maestri che in qualche modo attraverso il cinema, la fotografia e la musica ci hanno regalato dei viaggi straordinari. Stravinsky, Mozart, Bach, Listz, Dalì, Fellini. Figli di storie diverse con un potere comune: plasmare mondi inesplorati attraverso i sensi di cui tutti disponiamo e che stimolano la fantasia.
È dalla fantasia che siamo partiti, motivo per cui definiamo il nostro genere non Indie ma Fantasï Pop e non abbiamo soltanto origini lucane ma siamo lucani in pianta stabile, sempre fortemente radicati alla nostra magica terra.
Vincitori del " Los Angeles film awards" I 2elementi si pone come gruppo fortemente acclamato sulla scena emergente italiana e internazionale . Quale il vostro approccio al mercato discografico italiano e non, viste anche le trasmutazione indotte dal Covid?
La parola “mercato” implica che ci siano dei consumatori e, nonostante sia innegabile questa definizione dei ruoli oggi, preferiamo pensare che i nostri fans non siano consumatori ma persone, il mercato è la punta dell’iceberg e non ha nulla a che fare con i nostri progetti. Certamente un posto all’interno della musica italiana non ci dispiacerebbe affatto, ma l’approccio al mercato è la visione di un altro mestiere, non del Fantasï Pop.
Che cos'è la musica e che cos'è per voi la musica?
Riuscireste mai a spiegare quello che amate con parole oggettive? Noi purtroppo no.
La musica per noi ha poco a che vedere con quello che viviamo oggi.
Avete presente un bagno caldo ricco di intensità?
Quell’ istante in cui vi guardate nudi e vi sentite scoperti, vulnerabili ma umani e straordinariamente liberi? Per noi quel momento è la musica.
Il vostro ultimo brano Alfavil, girato da Albano, si ispra,ad un film di Truffaut (o Godard?). Un video denso di simbolismo e delle parole che aiutano a riflettere. Ce ne parlate?
Abbiamo iniziato a lavorare ad Alfavil molto tempo fa, dopo aver consumato l'omonima pellicola "Agente Lemmy Caution: missione Alphaville", 1965 (del regista Jean-Luc Godard). Ogni volta che tornavamo indietro, ci sembrava di notare alcune somiglianze strutturali tra il futuro distopico che fa da sfondo al film e il nostro modo di vivere: la protagonista, Natascha, era una di quelle tante persone così facili da incontrare oggi, completamente soggiogate e stordite dalla tecnologia.
Così abbiamo iniziato a riflettere, a lungo.
Il punto di svolta è stato l'incontro con il saggio "Lo spirito europeo e il mondo delle macchine" di Georges Bernanos e da quel momento in poi ci siamo convinti che sarebbe stato necessario scrivere un brano che ci aiutasse a chiarire quello che a volte cerchiamo di nascondere a noi stessi,che la nostra esistenza è ormai puro artificio e che ogni giorno diventiamo inesorabilmente più simili a macchine.
Alfavil è il nostro racconto sulla standardizzazione dei costumi e della società moderna e, per rendere dolce lo sciroppo amaro, abbiamo inventato questo mondo alternativo in cui la vita, in questa splendida e lussuosa casa di riposo controllata dai Mangiamente, risulta apparentemente tranquilla e goliardica per gli ospiti/pazienti, metafore di stereotipi della società contemporanea, o almeno quelli che noi abbiamo intercettato. Sarebbe più giusto chiamarla casa di fatica in realtà ma questo sarà sicuramente quello che vedrete nell’opera 4.0.
Tutti i personaggi nel videoclip sono attori rigorosamente lucani, come il 90% del team di lavoro. Ognuno di loro ha rappresentato magnificamente le caratteristiche estetiche e comportamentali che avevamo immaginato nella fase di scrittura di Alfavil. La comunione di intenti e di visione del mondo ha reso ogni interpretazione autentica, osservarli recitare ci ha fatto vivere, davvero, Alfavil.
Tutti i protagonisti erano ben chiari a noi ancora prima di vederli all’azione. Questo perché ogni nostra opera nasce da più punti di vista: nel momento in cui arrangiamo un brano il video scorre già nella sala cinema della nostra fantasia.
Quello che facciamo è concepire un’opera totale e fin dall’inizio coinvolgere tutti i sensi a nostra disposizione.
Una volta costruito il mondo è bastato fare visita al regista, artista vero e sincero, Giuseppe Marco Albano ed ecco che la fantasia prende vita e inizia a convivere con la realtà.

Quale in ultimo, il vostro rapporto con la vostra terra d'origine e come vedete il futuro?
Con molto orgoglio possiamo dire di aver vissuto un passato incantato, folgorati dalle antiche leggende sulla fortezza Federiciana che ci appare solo a pochi metri da casa, nel nostro borgo. Frequentemente queste “storie” ci venivano raccontate al chiaro di luna o cantate come usavano fare i menestrelli. Da lì all’ essere attratti dalla musica e dalla sua magia, il passo è stato molto breve, quasi inesistente e da allora non abbiamo mai più nascosto il legame indissolubile con la nostra terra e siamo disposti ad accettarne croci e delizie e vi confessiamo una cosa: l’aspetto meraviglioso del Fantasï Pop è che non crea troppa aspettativa sul futuro, non è tanto la visione in avanti del tempo a dettare la nostra progettualità quanto l’immaginario di un nuovo mondo a disegnarla.

Nel suo ultimo lavoro ha avuto modo di approfondire il "concetto" di Umanità. cosa significa per lei umanita' ? E Qual è l'essenziale dell'umanità che oggi dovremmo recuperare?
Umanità. Una parola davvero troppo grande, oggi forse avvertita come un prurito che non puoi grattare piuttosto che un tesoro da scoprire.
Ha mille forme molto probabilmente la nostra risposta è solo una goccia nell’oceano. Altro non è che la parte migliore dell’umano. La curiosità, il coraggio, il sacrificio, la compassione, il desiderio, l’ostinazione. Superpoteri di cui siamo dotati e che hanno portato il mondo in avanti, come una spinta divina. E in tutta questa storia la parte bella è che non c’è nulla da ritrovare anzi, bisogna togliere ed eccola che esce da sola. Smontare tutta l’impalcatura della modernità veloce che ci riempie di cemento qua e là senza nessuna logica e senza nessun obiettivo. Scomporsi e ricomporsi con più semplicità.






Roberta La Guardia



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