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| A scuola di inclusione con 'I promessi sposi' |
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22/05/2021 | ‘I promessi sposi’’ e il digitale: come coniugare una delle più famose opere della storia della letteratura mondiale e trasformarla in un progetto che punta, prima di ogni cosa, all’inclusione e a rendere l’opera stessa accessibile a tutti? Lo hanno fatto le classi 2A, 2C, 2D e 3A del liceo scientifico ‘’Carlo Levi’’ di Sant’Arcangelo, presentando un progetto nell’ambito del concorso "Premio scuola digitale 2021".I coordinatori sono stati il prof. Vincenzo Ciminelli, le prof.sse Samantha Petrone e Susanna Loprete. Hanno collaborato il dott. Salvatore Mario Graziano e la prof.ssa Donatella Dolce. La Dirigente Scolastica Lucia Lombardi ha sostenuto fortemente l’iniziativa.
Gli studenti con i loro insegnanti hanno svolto un lavoro nel lavoro, perché il progetto corale che ha visto la partecipazione di tutti, si è svolto, ricordiamolo, a distanza per via dell’emergenza sanitaria.
Gli insegnanti hanno creato in piattaforma un Team dedicato al progetto in cui sono confluiti gli studenti di tutte le classi interessate. Le diverse attività sono state suddivise tra le classi a seconda dell’indirizzo di studio e delle competenze di partenza. All’interno delle classi sono poi stati costituiti dei gruppi a cui gli insegnanti hanno fornito delle IPU (Istruzioni per l’Uso), di modo che ognuno sapesse perfettamente quale era il compito da svolgere.
‘’I Promessi Sposi sono parte del nostro programma di seconda, quindi intraprendere lo studio del romanzo è per noi “obbligatorio”. In effetti, l’attività che abbiamo svolto ci ha fornito la giusta motivazione allo studio e vedere che i personaggi prendevano vita con le nostre facce e le nostre voci ha fatto in modo che li sentissimo parte della nostra vita. Del resto, pur essendo giovani moderni, le nostre storie di amicizia, di amore e a volte anche di tradimento hanno molto in comune con le loro. Inoltre, è stato bello rendere accessibile il romanzo a persone con disabilità. Questo aspetto, oltre a farci apprezzare l’utilità e l’importanza del nostro lavoro, ci ha dato molta gioia’’.
‘’Ci siamo adoperati affinché ciò che i personaggi avessero da dire fosse accessibile a chiunque- ha spiegato la studentessa Simona Spagnuolo, che ha anche presentato il progetto alla giuria del concorso- Per fare ciò ci siamo serviti di strumenti digitali ed abbiamo trasformato “I Promessi Sposi” in un vivace laboratorio per l’inclusione. Abbiamo creato podcast, sottotitoli dei monologhi e delle scene, digital storytelling con simpatici fumetti e la traduzione delle narrazioni in Comunicazione Aumentativa Alternativa. In questo modo siamo andati incontro alle esigenze delle persone sia con disabilità visiva, uditiva, cognitiva, che con bisogni comunicativi complessi’’.
Vincenzo Diego
lasiritide.it
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