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Inaugurazione mostra 'L'altro Sinisgalli', tra industria e pubblicità' |
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14/09/2020 | Nato a Montemurro (Potenza) nel 1908 da una famiglia contadina e morto a Roma nel 1981, Leonardo Sinisgalli era laureato in ingegneria; oltre che poeta fu narratore, saggista, critico d’arte, traduttore, art director, autore di documentari e programmi radiofonici, disegnatore e acquerellista.
Fondò importanti house organ e fu responsabile della pubblicità per molti gruppi industriali (Olivetti, Alfa Romeo, Pirelli, Finmeccanica, Eni, Alitalia), cui seppe fornire ricchi ed innovativi spunti creativi .
Era fermamente convinto che la cultura italiana necessitasse di contaminarsi con i più diversi ambiti produttivi, nella loro complessità e modernità: “Io aspetto il gran giorno in cui il Regno dell’Utile sarà rinverdito dalla cultura, dalle metafore, dall’intelligenza”.
Nel suo libro di saggi più noto, “Furor mathematicus” (1950), sull’interazione tra differenti campi disciplinari, associò all’idea di ordine, razionalità e regolarità (proprie della matematica), l’entusiasmo dell’atto creativo, affrontando in maniera eclettica materie e soggetti tra i più vari.
Il suo intenso e personalissimo dialogo tra umanesimo e tecnologia fornisce un carattere inedito alla sua complessa e visionaria personalità e ne avvicina la fisionomia ai modelli di intellettuale-scienziato, incarnati cinque secoli prima da Leon Battista Alberti e Leonardo da Vinci.
Per lui fare poesia significava riflettere sull’esistenza e sulla capacità di riuscire a comprendere la scientificità della realtà.
Sinisgalli fu il poeta che cantò in maniera elegiaca e musicale prima e più narrativa poi, i suoi luoghi e gli affetti. Scrisse del cielo e della notte, dei fiori e delle stelle, dei volti e del tempo. Ma soprattutto fu il poeta che trasformò in parole gli sguardi e le carezze, i profumi ed i sogni. Che seppe scrivere al ritmo dei suoi battiti, con l’intensità della stretta di un abbraccio, ed il soffio profetico dell’amore.
In fondo, però, la sua vera vocazione rimase, come ebbe a confessare in “Autoritratto con scorpione”, quella di fare il fabbro: “Imparare bene un mestiere antico ed […] esercitarlo in un giro ristretto con bravura e un po’ di fantasia”.
Tra industria e pubblicità
“Le cose che vedo
non ci sono.
Ci sono state,
ci potranno essere”.
Nel 1938 Adriano Olivetti, letto il “Quaderno di Geometria”, lo chiama alla sua corte affidandogli la direzione artistica dell’ufficio Pubblicità della Olivetti a Milano.
Nel ’48 è Luraghi a richiederlo a Milano alla Pirelli dove inizia la sua collaborazione in qualità di art director. Insieme al direttore centrale e ad Arturo Tofanelli, altro grande nome della cultura italiana dell’epoca e direttore del “Tempo Illustrato”, fonda la rivista Pirelli.
Con il passaggio di Luraghi alla direzione della Finmeccanica, nel ’53,
Sinisgalli venne chiamato a fondare e dirigere la rivista “Civiltà delle Macchine”, periodico che ben presto divenne un autentico forum in cui trovarono voce i massimi esponenti sia della cultura umanistica che di quella scientifica.
Dall’aprile del ’59 diventa consulente dell’Eni, (a chiedere di lui fu lo stesso On. Mattei), e firma numerose campagne di comunicazione e pubblicità rimaste famose ancora oggi (“C’è sempre un distributore Agip pochi metri più in là”).
Nel 1961 ancora una volta il suo estro visionario si manifesta nell’ideazione della campagna pubblicitaria “Bambini e Jet” per l’Alitalia.
Dall’ottobre del 1966 al luglio del 1973 è impegnato presso l’Alfa Romeo, per conto della quale, fondò e diresse la rivista “Il Quadrifoglio”, l’ultimo dei periodici nati dal sodalizio con Eugenio Luraghi, che in quel periodo ricopriva il ruolo di Presidente dell’azienda del Portello.
Il primo numero si apre con un articolo anonimo, Avventura di uno spider, in cui protagonista è l’ Alfa Romeo Spider 1600 Pininfarina, un’automobile che in fabbrica era chiamata “osso di seppia” (epiteto trovato forse dallo stesso poeta)
e che, dopo un concorso internazionale con più di centoquarantamila cartoline pervenute alla direzione della rivista, venne definitivamente battezzata Duetto.
Qualche anno prima, stando alle testimonianze di Luraghi, Sinisgalli aveva fornito (su suggerimento dell’amata compagna Giorgia de Cousandier ) il nome ufficiale a un’automobile di gran successo la Giulietta Alfa Romeo.
Poi arrivò la sorella maggiore Giulia “disegnata dal vento”. |
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