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Recensione di “La storia non è finita” |
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7/10/2012 | Nel libro dal titolo “La storia non è finita” edito dalla Casa editrice Guida, Ciriaco De Mita racconta le persone del mondo politico con i quali è entrato in contatto da De Gasperi che fu il fondatore della democrazia Cristiana che alle elezioni del 48 dopo aver rotto con il PCI di Palmiro Togliatti, le vinse con il 48% circa dei voti e scongiurando, pare anche grazie al supporto degli americani la vittoria del PCI ed un possibile regime totalitario.
Da allora ne è passata acqua sotto i ponti, sono morti De Gasperi che fu insieme a Shuman ed Adenauer l’ideatore di un’Europa unita per non parlare del fatto che fu lo statista trentino a recarsi negli USA e chiedere un prestito per risollevare il paese dalla crisi economica che imperversava e fu grazie al Piano Marshall che il nostro paese dopo la debacle conseguente alla sconfitta della seconda guerra mondiale.
Poi con la fine del centrismo negli anni 60’ quando andò al potere Aldo Moro ci fu l’apertura al centro sinistra cancellando come un colpo di spugna il centrismo.
A livello sociale sono avvenuti molti cambiamenti nella società italiana, abbiamo avuto il 68’ seguito dal 69 anni a dir poco roventi anche sul piano politico.
L’autore afferma anche che all’interno del suo partito vi erano le correnti per cui conviverci era tutt’altro che facile.
Gli anni avvenire hanno visto la nascita del terrorismo rosso e nero che ha mietuto numerose vittime innocenti, gli scandali politici, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro fautore del cosiddetto “Compromesso storico” con il PCI di Enrico Berlinguer che intanto aveva preso le distanze dal PCUS che era totalitario ed era orientato a modernizzare il suo partito e la pacificazione con Moro avrebbe sanato le ferite causate da anni ed anni di lotta.
Ma Moro non riuscì nell’intento.
Il 9 maggio annunciarono alla televisione che era stato rinvenuto nel cofano posteriore di un’auto il suo cadavere e con lui finiva ogni speranza di riappacificazione col PCI.
Quell’anno come si evince dal testo è stato l’anno della morte di Paolo VI l’elezione e morte di Giovanni Paolo I e quella di Giovanni Paolo II che si è battuto molto a costo della sua stessa vita per far crollare il partito comunista, obiettivo che centrerà nel 1989 quando cadde definitivamente il Muro di Berlino.
Nel frattempo in Unione Sovietica dove aveva imperato per anni la dittatura, era subentrato Micail Gorbacev che cercò di inaugurarare la PerestroiKa e modernizzare il suo paese.
Nel nostro paese che aveva visto l’ascesa ed il declino di Bettino Craxi a causa dello scandalo delle tangenti nel quale erano collusi politici ed imprenditori.
L’inchiesta condotta da un magistrato Antonio Di Pietro contribuì a spazzare la partitocrazia e partiti come il PSI e la DC scomparvero di scena.
Finiva un’epoca della storia politica, ma ne iniziava un’altra quella dell’ingresso in politica di un imprenditore milanese Silvio Berlusconi che tra lo scetticismo generale alle elezioni del 94 divenne premier alleandosi con la lega di Bossi.
Ma non ebbe vita facile in quanto dopo pochi mesi la Lega decise di ritirare il suo appoggio e lui fu costretto alle dimissioni.
Dopo il governo Dini nel 96’ ci furono le elezioni anticipate vinte dal centrosinistra grazie all’appoggio della Lega.
Dopo gli incandescenti anni 90’ si è passati agli anni 2000 caratterizzati a livello politico dall’ingresso del nostro paese nell’Euro fino ad arrivare ad oggi dove regna il caos generale sia all’interno dei partiti, un debito pubblico alle stelle ed una disoccupazione giovanile altissima.
Possiamo affermare che il quadro che emerge da un’attenta lettura del libro è alquanto pessimo per cui ci chiediamo:
Sulla base delle nostre affermazioni dove andremo a finire di questo passo?
Inoltre molti politici attuali si comportano come quelli della Prima Repubblica e quindi sono cambiate le persone ma i metodi di operare sono rimasti identitici.
Biagio Gugliotta
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