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Antica Roma sbeffeggiata su Sky: "l'Italia si desti" |
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17/09/2012 | Ci risulta sempre meno comprensibile come l’Italia possa tollerare la faziosità contenuta in alcune delle trasmissioni mandate in onda su sky aventi per argomento la storia dell’antica Roma e rimanere ad esse del tutto insensibile. Personaggi grotteschi, dalle morfologie al limite del normale compaiono sugli schermi degli italiani “paganti” con l’unico obiettivo di tentare di sminuire la grandezza dell’impero romano. Che il popolo inglese avverta un senso di opprimente frustrazione nei confronti di coloro che li hanno occupati e civilizzati è cosa più che comprensibile. Lo è molto meno l’atteggiamento di totale indifferenza della collaudata critica italiana impegnata a quanto pare solo a contrastare le democraticissime trasmissioni satiriche o di opinione che risultano fastidiose a certi politici e del tutto indifferente nei confronti di tutto ciò che può danneggiare la dignità della nostra Nazione. Appare scontato che di ogni grande civiltà si possano cogliere aspetti positivi ed aspetti negativi ma una rilettura storica che voglia procedere con un’ analisi seria, credibile ed imparziale di un dato periodo dovrebbe tenere conto in eguale misura degli uni e degli altri. Se questo non avviene e si costruiscono intere trasmissioni su aspetti di scarsa rilevanza o addirittura su forzature interpretative dei dati storici, in quel caso si può affermare di essere di fronte ad una campagna denigratoria. Sarebbe come se, parlando del colonialismo inglese si ponesse l’accento esclusivamente su quegli esseri umani ( padri di famiglia, ragazzi, giovani donne e persino bambini ) che venivano catturati in Africa e condotti come schiavi della Regina nei campi di lavoro. Oppure sullo sterminio degli indigeni americani, australiani e neozelandesi compiuto con le armi o con le malattie portate dai soldati. Risulterebbe sicuramente fazioso montare una trasmissione centrata solo ed esclusivamente su quella parte delle politiche coloniali inglesi tesa ad esasperare le divisioni interne ai popoli occupati e a fomentare gli odi etnici che proprio grazie a quelle politiche sopravvivono ancora oggi in molti parti del mondo. Per non apparire eccessivamente duri sorvoliamo completamente sugli spunti che si potrebbero trarre da ciò che è stato fatto in India, in Asia e in Irlanda. Siamo più che sicuri che se si facessero e si mandassero in onda pseudo documentari di questo tipo, si avrebbe sicuramente anche una giusta reazione da parte degli inglesi, da parte cioè di quegli stessi signori che pur avendo tantissimo da riflettere a proposito della propria storia preferiscono trattare, con la massima superficialità, quella degli altri. L’antica Roma non dovrebbe aver bisogno di essere difesa da nessuno in quanto a testimonianza della propria grandezza vi sono le ineguagliabili, per l’epoca, opere urbanistiche e di civilizzazione che hanno reso possibile lo sviluppo dei popoli sottomessi, anche dei più selvaggi ed arretrati come appunto quelli a nord della Manica. Vi sono i codici, la poesia, le opere di filosofia e di retorica, il diritto e l’organizzazione dello Stato. Le tecniche messe a punto in campo bellico e nell’ambito del genio militare e così via ma, nonostante tutto questo, ed è con vero rammarico che dobbiamo prenderne atto, vi è sempre qualcuno che per ignoranza o vanagloria o anche per motivi ancor più pericolosi come l’autoesaltazione basata più sulla denigrazione dei meriti degli altri, presi a termine di paragone, che sulla consapevolezza dei propri, tenta di distruggerne l’immagine. Ma le colpe non sono solamente degli Inglesi i quali, com’è risaputo, sono ancora oggi vittime del proprio orgoglio nazionalistico. Anche noi Italiani, contraddistinti dalla proverbiale indifferenza nei confronti di tutto ciò che non tocca direttamente la nostra persona e la nostra famiglia, dovremo prima o poi riconoscere le nostre responsabilità. Il fatto di riporre tutta la nostra attenzione solo ed esclusivamente negli affari personali ci ha condannati ad essere un popolo valutato molto al di sotto delle nostre potenzialità con una classe politica tra le peggiori del mondo, con una pubblica amministrazione corrotta ed incapace, con una economia depressa dall’inefficienza dello Stato. Dovremmo invece tenere sempre presente quel concetto sociologico secondo il quale per migliorare la condizione del singolo bisogna sacrificarsi nell’interesse collettivo. Risulta fondamentale quindi acquisire un forte senso dello Stato, preferibilmente europeo al giorno d’oggi, e della giustizia. Senza questo cambio di atteggiamento rimarremo la palla al piede dell’Europa che conta, la Nazione dei furbi e dei corrotti, un freno per l’economia e lo sviluppo dell’area sud dell’Europa. Per cambiare questa tendenza bisogna cominciare proprio da qui: dal senso dello Stato e della Giustizia. Ciò che gli inglesi fanno, analizzando in quel modo la nostra storia, non è giusto e per questo ogni italiano dovrebbe interrompere ogni tipo di rapporto commerciale e di utenza con chi trasmette questo genere di programmi. Gli stessi italiani che vi lavorano dovrebbero opporsi a questo modo di fare televisione anteponendo il rispetto per la propria Patria allo stipendiuccio o alla notorietà che potrebbe derivare da tali incarichi nella convinzione che lo svendere la dignità del proprio popolo sia in tutto e per tutto assimilabile all’atto del prostituirsi. Volgiamo chiudere questa nostra breve riflessione ricordando agli inglesi che la storia comune e la solidarietà accordatagli da tanti popoli nel corso dell’ultima grande guerra avrebbero dovuto rendere il loro popolo molto più aperto nei confronti degli altri e rispettoso dell’altrui dignità. Dobbiamo constatare invece il persistere di una posizione di chiusura e di supponenza che certo non fa onore ai tanti meriti ed alla storia di quel grande Paese che è l’Inghilterra.
Antonio Salerno
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