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Pomarico e le frane: riflessioni durante l'alternanza scuola lavoro |
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8/02/2019 | Nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro promosso dal liceo classico ‘Isabella Morra’ di Senise, anche quest’anno è stata coinvolta la redazione de lasiritide.it. Nell’ottica della massima condivisione, con gli studenti che partecipano a tale progetto, di tutte le attività giornalistiche svolte quotidianamente dalla nostra redazione, abbiamo deciso, ritenendolo utile e doveroso, spinti anche dalla richiesta delle studentesse, di tornare a Pomarico, paese materano scenario, nei giorni scorsi, di una terribile frana. Di seguito riportiamo le considerazioni e gli scatti di Miriam Abalsamo, Rita Abitante e Mary Carmen Ciminelli.
Noi lucani conosciamo troppo bene la frana. Si può dire sia un nome correlato in modo naturale al nostro territorio, a causa dei numerosi e tragici eventi che ci hanno interessato. Ma il punto cruciale è proprio questo: nonostante la ripetitività degli eventi, nonostante le numerose vite perse, straziate, lacerate dia un senso di solitudine, di straniamento rispetto a ciò che le circonda, gli episodi si ripresentano. E ognuno di questi sembra più terribile degli altri, non tanto per la quantità di danni, ma per la superficialità che negli anni non sembra essersi affievolita. Oggi ad accoglierci è stato lo stupendo paesaggio lunare su cui sorge Pomarico, ma soprattutto la voce, il calore e la vicinanza dei suoi cittadini, che non si arrendono di fronte alla tragedia, ma sono ancora più uniti, un po’ come lo erano stati da giugno dello scorso anno, quando avevano costituito un comitato per segnalare la criticità della situazione, e prevenire i rischi. Da diverso tempo si erano infatti verificate alcune perdite dalle reti idriche e fognarie, ma nonostante i continui appelli, anche da parte del sindaco, gli interventi sono stati “approssimativi”, lasciando verificarsi ciò che non doveva accadere. La strada dritta che percorre il paese ad un tratto si arresta, inghiottita dalla frana. Al di là delle transenne potevamo scorgere le case distrutte, tagliate a metà, e così non ho potuto che ripensare ad alcune immagini della tragedia di Senise avvenuta 32 anni fa, che mostravano scene di vita quotidiana, come un armadio aperto, un comodino, alcuni vestiti appesi: lì il tempo sembrava essersi fermato. Oggetti apparentemente insignificanti, ma che ad un tratto diventano vita, perché ci insegnano davvero il valore di una “casa”, e cosa significhi perderla. In questi momenti anche i beni materiali diventano importanti. Quella di Pomarico è stata senz’altro una tragedia annunciata. Si parla tanto di prevenzione, della necessità di cura del nostro territorio, ma questi eventi testimoniano che per alcuni è ben più importante “approssimare”, abbandonarsi alla cecità anche di fronte alle cose serie. C’è bisogno di agire, di avere più cuori puntati verso l’orizzonte, e non verso il cielo, e abbiamo tutte le basi per farlo.
Miriam Abalsamo
In occasione della frana avvenuta a Pomarico il 29 gennaio, con il progetto di alternanza scuola-lavoro ci siamo recati proprio nel luogo coinvolto in questo spiacevole evento. Appena arrivati, ad accoglierci vi erano delle transenne sulle quali spiccava una bandiera rossa con sopra l’Arcangelo Michele, simbolo del paese. A questo punto abbiamo ascoltato le testimonianze di varie persone che abitavano in quella zona, persone che esprimevano il proprio dolore, la propria vicinanza a chi si era vista spazzata via la casa ma soprattutto esprimevano la loro rabbia. Persone arrabbiate per la superficialità con cui erano state trattate le precedenti sollecitazioni da parte di alcuni cittadini, in quanto alcuni anni prima era avvenuto un altro piccolo crollo sempre all’interno del centro storico. Nel vedere con i miei occhi quelle case crollate e nell’ascoltare quei cittadini mi sono immedesimata e dispiaciuta per quelle persone che dopo tanti anni di sacrifici non hanno più un tetto sotto cui dormire.
Dopo aver raccolto le varie testimonianze alcune persone del posto ci hanno guidato alla scoperta del meraviglioso e intricato centro storico di Pomarico.
Rita Abitante
Il 29 gennaio 2019 il Comune materano di Pomarico è stato interessato da una frana di dimensioni considerevoli che ha portato con sé parte del pittoresco centro storico; in particolare Corso Vittorio Emanuele è ora una zona inaccessibile. Pomarico è stato violentemente privato di parte della sua antica storia e la frustrazione dei cittadini rimbomba forte tra le viuzze del borgo. Si avverte la rabbia di chi ha sollecitato per anni le istituzioni per un repentino intervento tale da evitare un cedimento dell’area ,caratterizzata da un terreno calanchivo e fortemente argilloso con precedenti smottamenti.
I provvedimenti di sgombero di abitazioni, locali e attività commerciali adottati dal Comune dal 25 gennaio ,dopo il primo cedimento, hanno evitato una tragedia annunciata che ha radici ben più profonde. Il territorio italiano ha numerose zone a rischio idrogeologico e tante sono le stragi che hanno lasciato cicatrici. Proprio la Basilicata ricorda tristemente questi avvenimenti che ,in alcune sfortunate circostanze, hanno coinvolto vittime innocenti. Ora Pomarico è nello stato di emergenza e si aspettano fondi che possano contribuire a valorizzare il borgo per far conoscere davvero la sua bellezza , soprattutto grazie alle iniziative coinvolte nell’evento di Matera 2019 .
Nei cittadini vi è però la speranza che questo episodio possa risvegliare ,soprattutto a livello regionale, una coscienza nuova, improntata sull’idea di prevenzione e sostegno di questi piccoli borghi schiacciati dal peso dell’assenza delle istituzioni: si è ancora in tempo per costruire fondamenta stabili per garantire un futuro migliore alla nostra amara e amata terra.
Mary Carmen Ciminelli
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