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Noepoli, sicurezza scuolabus: un genitore segnala criticità sulla fermata

30/10/2026



La sicurezza del trasporto scolastico a Noepoli finisce al centro di una serie di segnalazioni inviate agli enti competenti da Egidio Anastasio, genitore di una studentessa di 12 anni che frequenta la classe seconda della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto comprensivo Nicola Sole di Senise. Con diverse PEC trasmesse tra il 21 e il 25 ottobre 2026, il padre ha chiesto verifiche sulle condizioni della fermata dello scuolabus al bivio della SS92, sulle modalità di riconsegna degli alunni e sulla documentazione richiesta per usufruire del servizio. La prima segnalazione risale al 21 ottobre e riguarda proprio la posizione della fermata.


Anastasio ha chiesto al Comune di Noepoli di integrare il piano del trasporto scolastico, prevedendo punti di raccolta all'interno del paese, e ha contestualmente diffidato gli enti interessati a verificare il rispetto delle disposizioni contenute nel capitolato d'appalto. La comunicazione è stata indirizzata anche al Comune capofila di Francavilla in Sinni, alla Centrale unica di committenza di Chiaromonte e alla società Novosud Srl, incaricata del servizio.


Nella PEC il genitore richiama il capitolato, secondo cui il punto di raccolta degli alunni dovrebbe essere il più vicino possibile alle abitazioni, compatibilmente con le caratteristiche del territorio. Secondo quanto riferito, a Noepoli lo scuolabus effettuerebbe invece un'unica fermata nei pressi del bivio della SS92, in località Antico Stato, a circa un chilometro dalla sua abitazione. Un tratto che, sostiene Anastasio, sarebbe privo di marciapiede e illuminazione e che, soprattutto nei mesi invernali, esporrebbe gli studenti a possibili rischi durante gli spostamenti. Il genitore aggiunge un elemento relativo all'organizzazione iniziale del servizio: quando il trasporto scolastico è partito, a settembre, lo scuolabus avrebbe effettuato il giro del paese, prelevando gli studenti in punti vicini alle rispettive abitazioni.


Una modalità che, secondo Anastasio, sarebbe stata adottata nonostante il mezzo utilizzato fosse di dimensioni maggiori rispetto a quello attuale. Il cambiamento nella gestione delle fermate rappresenta quindi un ulteriore aspetto sul quale il padre chiede chiarimenti. A preoccupare Anastasio è anche quanto accadrebbe nelle prime ore del mattino, intorno alle 7.30, quando nella stessa zona si troverebbero lo scuolabus, un autobus di linea SITA Sud diretto alle scuole superiori e le auto private dei genitori che accompagnano i figli. La presenza contemporanea dei mezzi, in prossimità di una curva e di un incrocio, potrebbe creare situazioni di pericolo e intralcio alla circolazione. Per questo Anastasio ha chiesto di rivedere il piano delle fermate e di prevedere punti di raccolta all'interno dell'abitato, sostenendo che soluzioni analoghe sarebbero già adottate negli altri comuni coinvolti nell'appalto.


 


La segnalazione è stata integrata il 22 ottobre, quando il genitore ha trasmesso una nuova comunicazione per richiamare l'attenzione sulla contemporanea presenza dei mezzi e delle auto nell'area del bivio. Non un sollecito per la mancata risposta alla prima PEC, ha precisato, ma un'integrazione motivata dalla necessità di sottoporre agli enti un ulteriore elemento da valutare. La questione si è poi spostata sulle modalità di riconsegna degli alunni al termine delle lezioni. In una successiva comunicazione, Anastasio ha riferito che il 21 ottobre la figlia sarebbe stata lasciata sola alla fermata, senza che l'autista attendesse l'arrivo di un genitore o di una persona delegata. Il padre afferma di non aver mai autorizzato la discesa autonoma della minore e chiede che siano definite procedure precise per i casi in cui la famiglia sia in ritardo, così da evitare che una ragazza venga lasciata sola in un luogo che il genitore considera pericoloso. Un altro motivo di contestazione riguarda un modulo intitolato «Autorizzazione e liberatoria di responsabilità per l'utilizzo dello scuolabus», che, secondo il racconto del padre, gli sarebbe stato consegnato direttamente dall'autista il 23 ottobre, con la richiesta di sottoscriverlo. Nella PEC inviata il giorno successivo, Anastasio contesta alcune clausole, in particolare quelle relative all'esonero di responsabilità e all'autorizzazione alla discesa autonoma dei minori. Per queste ragioni dichiara di non voler firmare il documento nella formulazione proposta e chiede al Comune di ricevere copia del regolamento vigente, del capitolato d'appalto, del piano delle fermate e della documentazione assicurativa.


Chiede inoltre chiarimenti sulle modalità ufficiali di adesione al servizio e sulla possibilità che l'accesso allo scuolabus venga subordinato alla firma della liberatoria. L'ultima segnalazione, datata 25 ottobre e indirizzata alla Polizia locale, torna invece sulla gestione della fermata. Anastasio riferisce che il 23 ottobre gli sarebbe stato comunicato verbalmente che i genitori non possono sostare al bivio per ragioni di sicurezza e di traffico, mentre allo scuolabus sarebbe consentito fermarsi. Da qui la richiesta di conoscere gli estremi di un eventuale provvedimento scritto e di chiarire le regole applicate nell'area. Secondo il genitore, infatti, impedire alle famiglie di fermarsi nelle vicinanze potrebbe costringere gli studenti a percorrere a piedi un tratto di strada privo di marciapiede e di adeguate protezioni.


Dopo l'invio della PEC alla Polizia locale, riferisce Anastasio, un agente avrebbe iniziato a presidiare quotidianamente la fermata. Una presenza che, secondo il padre, non risolverebbe tuttavia le criticità strutturali del luogo. Il vigile, sostiene, non può sostituirsi a un marciapiede o a una banchina né eliminare il rischio che un'auto, sbucando improvvisamente da un angolo del bivio, possa investire uno studente. Il presidio rappresenterebbe quindi, nella sua valutazione, una misura che non elimina i pericoli legati alla conformazione dell'area e alle condizioni in cui gli alunni sono costretti ad attendere o a spostarsi a piedi. Anastasio sottolinea inoltre che la presenza dell'agente non può, a suo avviso, superare eventuali prescrizioni normative né sanare le anomalie che ritiene presenti sul posto. Tra i punti ancora da chiarire figura anche la regolarità dell'utilizzo dell'area come fermata: il genitore afferma di non aver reperito un'autorizzazione dell'ANAS o della Provincia relativa alla sosta dello scuolabus in quel punto. Si tratta di un aspetto sul quale chiede ulteriori verifiche, senza che al momento sia possibile stabilire, sulla base della documentazione disponibile, se tale autorizzazione sia effettivamente necessaria, se sia stata rilasciata o quale ente sia competente a disciplinare la fermata.


Le comunicazioni inviate in pochi giorni delineano così una serie di questioni strettamente collegate: la collocazione delle fermate, la sicurezza stradale, la vigilanza sugli alunni, le responsabilità nella riconsegna dei minori e la documentazione relativa all'organizzazione del servizio. Anastasio ha chiesto agli enti coinvolti di intervenire e di fornire risposte scritte alle proprie richieste.



Al centro della vicenda rimane la necessità di garantire alle famiglie un servizio scolastico sicuro, con fermate adeguate alle caratteristiche del territorio e procedure chiare per accompagnare e riconsegnare gli studenti. Per il genitore, il presidio quotidiano della Polizia locale non è sufficiente se non viene affrontata anche la questione della sicurezza materiale della fermata e della sua conformità alle regole applicabili.




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