La ripresa del servizio da parte di un’educatrice indagata per presunti maltrattamenti riaccende le preoccupazioni delle famiglie a Potenza. Questa mattina il presidio davanti alla struttura di via Adriatico, con i genitori che hanno scelto di non accompagnare i figli al nido. La donna è una delle tre educatrici coinvolte nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti che sarebbero avvenuti in un altro asilo nido cittadino, in via Ionio, anch’esso gestito dalla stessa cooperativa per conto del Comune. Con la scadenza della misura cautelare, l’educatrice ha potuto riprendere l’attività in una diversa struttura della cooperativa.
Una circostanza che ha spinto le famiglie a chiedere spiegazioni e rassicurazioni. Per manifestare il proprio dissenso, i genitori hanno deciso di non mandare i bambini a scuola e di ritrovarsi davanti all’ingresso del nido. «Non contestiamo soltanto il rientro, ma soprattutto il modo in cui è stato gestito. Da parte della cooperativa non abbiamo ricevuto comunicazioni adeguate», riferisce uno dei partecipanti al presidio alla TgR Basilicata. Al centro della vicenda resta l’indagine relativa a presunti episodi di maltrattamento che avrebbero interessato 36 bambini frequentanti il nido di via Ionio. Le indagini preliminari risultano concluse, ma non è ancora definito l’esito giudiziario: la Procura dovrà valutare se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio oppure chiedere l’archiviazione. In attesa di ulteriori sviluppi, i genitori chiedono che venga data priorità alla tutela dei minori e che siano valutate soluzioni in grado di rispondere alle loro preoccupazioni.
«Chiediamo che la sospensione venga prorogata fino a quando non saranno chiarite le responsabilità oppure, in alternativa, che l’educatrice venga destinata a un incarico che non comporti un contatto diretto con i bambini», spiega un altro genitore. Il timore delle famiglie riguarda anche le possibili conseguenze di un eventuale nuovo episodio. «L’idea che possa accadere qualcosa e di doverci poi chiedere perché abbiamo portato qui i nostri figli è surreale», afferma un manifestante. Durante la protesta è stata sollevata anche la questione della trasparenza amministrativa. I genitori chiedono di poter consultare la documentazione relativa all’organizzazione del servizio, a partire dalla carta dei servizi e dall’organigramma della struttura. «Abbiamo chiesto la carta dei servizi, ma non ci è stata fornita. Vogliamo verificare anche l’organigramma e capire se la persona rientrata sia formalmente prevista nell’organizzazione del nido», sottolinea un altro partecipante alla manifestazione. Stando a quanto riferito dai manifestanti, il Comune avrebbe preso in considerazione le preoccupazioni espresse dalle famiglie, invitando la cooperativa a presentare la documentazione richiesta. Non sono invece arrivate dichiarazioni dalla direttrice dell’asilo nido, che risulta indagata per l’ipotesi di omessa denuncia. La richiesta dei genitori, al di là degli sviluppi dell’inchiesta, resta quella di ottenere risposte chiare sulle modalità del reintegro e sulle misure previste per garantire la sicurezza dei bambini.