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''Ciao Maurizio, uomo giusto in un mondo di ingiustizie'' Mimmo Nardozza ricorda Maurizio Tritto

22/10/2026



Anche ieri come sempre alle 5,oo del mattino ho sgranato gli occhi e mi sono svegliato di colpo…come se qui sotto casa fosse deflagrata una bomba. Così ho provato a leggere qualche pagina dello strepitoso saggio del filosofo Roberto Esposito dal titolo Kaos. Al centro del saggio il tema sul ripensare la forma del mondo in questo terribile disordine globale, ma non ero concentrato abbastanza per tale lettura ed allora ho iniziato lo scrolling da social.


Non l’avessi mai fatto.


Leggo da più parti che Maurizio Tritto è morto all’improvviso. Alle 5,oo del mattino speri di aver letto male…ma dopo pochi controlli altri feed mi confermavano che Maurizio era morto per davvero. Ho subito pianto, in silenzio, illuminato dalla luce del mio telefono. Solo il pianto potevo regalare a Maurizio e l’ho fatto, ho pianto per lui.


Mi sono alzato dal letto per cercare nel computer la cartella con i video delle manifestazioni CPR ed ho digitato nel rigo ''cerca'' delle chat whatsapp il suo nome perché ricordavo l’ultima fresca comunicazione di domenica 11 ottobre a proposito di “Anche gli orsi hanno le ali”, il suo libro che tanto avrebbe voluto dare alle stampe; gli avevo detto che il titolo era assolutamente biografico, ci aveva riso su confermando però il concetto.


Ma questa meravigliosa ed unica vita che abbiamo in dote aveva già deciso che il PDF di quel libro, che ha girato a tanti di noi che lo abbiamo conosciuto e sostenuto rimanesse, a futura memoria, nelle nostre chat. Al telefono nel mese di luglio mi aveva detto che stava discretamente male, o almeno cosi gli pareva, ma aveva subito aggiunto che era sempre per via della “trippa” che non riusciva a togliere e non per altro ed aveva aggiunto che avremmo dovuto riprendere il lavoro video su Oussama Darkaoui il giovane marocchino di 22 anni che morì il 5 agosto 2024 nel CPR di Palazzo San Gervasio e parlammo di quell’episodio non perché la morte di Lassoued Dhoui, il cittadino tunisino di 30 anni, morto ad agosto di quest’anno fosse meno importante, ma solo perché Maurizio il 6 agosto 2024, a 12 ore dalla scoperta della morte di Oussama, mi chiamò alle 8.00 del mattino mentre veniva a Potenza ed andammo insieme al Tribunale potentino per depositare la sua denuncia su quella morte.


E' rimasta sul mio canale YouTube l’intervista/dialogo che facemmo lì dinanzi al tribunale. Teneva moltissimo agli ultimi, ma ad Oussama ci teneva particolarmente; per lui era l’ultimo degli ultimi degli ultimissimi quel ragazzo…diceva che era come un suo figlio, lo sentiva tale e la sua morte gli fece male, anzi malissimo. E forse tutto il male che ha capito ed assorbito studiando con cura il sistema dei CPR italiani ha contribuito a questa sua repentina discesa nell’Ade…sì, è lì che ora sei. Ci arrivi nell’Ade volando da orso con le ali, un meraviglioso orso di cui avevamo ancora bisogno. Mancherai alla terra ed a tutti gli uomini di buona volontà, sei stato una brava persona e le brave persone non muoiono mai con un fottuto infarto, fai buon viaggio compagno Tritto…ed aiutami come meglio puoi, dammi forza Maurizio.


 


Mimmo Nardozza


 


 


 


 




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