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Sanità, in Basilicata più personale della media nazionale ma resta il divario tra medici e infermieri

7/10/2026



La sanità lucana presenta un quadro caratterizzato da una dotazione complessiva di personale superiore alla media nazionale, ma anche da un marcato squilibrio tra medici e infermieri. È quanto emerge dal nono Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe. Nel 2024 in Basilicata si contano 13 dipendenti del Servizio sanitario ogni mille abitanti, contro i 12,1 della media italiana. I medici dipendenti sono però 1,74 ogni mille abitanti, al di sotto del dato nazionale di 1,84, mentre gli infermieri raggiungono quota 5,55, rispetto ai 4,75 italiani. Il rapporto tra infermieri e medici si attesta così a 3,18, superiore al 2,59 nazionale.
Sul fronte delle risorse, nel 2025 il Fondo sanitario nazionale pro capite in Basilicata è stato pari a 2.251 euro, contro i 2.218 della media italiana. L’aspettativa di vita alla nascita raggiunge invece 83,1 anni, leggermente sotto gli 83,7 nazionali. Nel 2025, inoltre, non sono riportati importi per l'acquisizione di servizi di fornitura di personale sanitario, i cosiddetti "gettonisti". Nel 2024 la spesa sanitaria pro capite trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria per la dichiarazione dei redditi è stata pari a 425 euro, contro una media italiana di 787.
Il rapporto Gimbe evidenzia tuttavia una criticità strutturale a livello nazionale: l’Italia dispone di molti medici, ma pochi infermieri rispetto agli standard OCSE, con difficoltà crescenti nell’attrarre e trattenere il personale nel Servizio sanitario pubblico.





Da la nota stampa di GIBE si legge anche: Privato in sanità: distinguere gli erogatori accreditati dal “privato puro”. Nel 2023, delle 29.386 strutture sanitarie censite dal Ministero della Salute, il 58% (n. 17.042) sono private accreditate e il 42% pubbliche (n. 12.344) . Il peso del privato accreditato è particolarmente rilevante nell’assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%) (figura 19). Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica destinata al privato convenzionato ha raggiunto € 29,4 miliardi, con un aumento del 25,9% rispetto al 2012. Tuttavia, nel 2025 la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa al 20,8%, il valore più basso del periodo 2012-2025 . «Il privato convenzionato – spiega Cartabellotta – è parte integrante del SSN, ma bisogna rafforzare la governance pubblica per allineare accreditamento, volumi e remunerazione ai bisogni di salute e alla qualità dell’assistenza». Diversa è la dinamica del “privato puro”: la spesa out-of-pocket tracciata dal Sistema Tessera Sanitaria presso le strutture non accreditate è aumentata del 169%, passando da € 3,05 miliardi nel 2016 a € 8,2 miliardi nel 2024. Nello stesso periodo quella presso le strutture accreditate ha raggiunto anch’essa € 8,2 miliardi. «Numeri che documentano la progressiva espansione di un “secondo binario” dell’offerta sanitaria – precisa Cartabellotta – riservato a chi può pagare o dispone di un fondo sanitario o di una polizza assicurativa».




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