Fermarsi per accendere i riflettori sulla sicurezza nei cantieri e chiedere un cambio di passo sul fronte della prevenzione. È questo il senso dello sciopero regionale proclamato da Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil Basilicata, che ha interessato le ultime due ore del turno di lavoro e che ha visto lavoratori e rappresentanti sindacali riunirsi in presidio in piazza Mario Pagano, davanti alla Prefettura di Potenza.
Una mobilitazione nata dall'allarme per il continuo susseguirsi di morti e gravi infortuni sul lavoro, una situazione che riguarda anche la Basilicata e che, secondo le organizzazioni sindacali, impone di rafforzare immediatamente gli strumenti di controllo, tutela e prevenzione. Una mobilitazione arrivata a pochi giorni dalla tragedia in un cantiere a Sant'Arcangelo, che ha strappato alla vita Salvatore Terracina, di Senise: 58 anni, una moglie, due figli e una vita di lavoro alle spalle. Appena quattro giorni prima, sempre a Senise, si era verificato un altro incidente che ha provocato il ferimento di un lavoratore poco più che ventenne del metapontino. Ma al centro della protesta non c'è soltanto la richiesta di maggiori controlli. Il punto sul quale i sindacati insistono con forza è la necessità di costruire una vera e propria cultura della sicurezza. «È un'iniziativa forte per dire chiaramente che bisogna bloccare questa guerra civile in atto nel nostro Paese», è stato sottolineato nel corso del presidio, richiamando la sequenza di incidenti mortali e gravi che continua a interessare i luoghi di lavoro.
«Ogni giorno ci troviamo a commentare fatti spiacevoli», è stato evidenziato, ricordando alcuni degli episodi più recenti. Per le organizzazioni sindacali, infatti, non basta intervenire dopo che un incidente è avvenuto. La prevenzione deve diventare parte integrante dell'organizzazione del lavoro, soprattutto in un settore complesso e rischioso come quello delle costruzioni. «Bisogna continuare su questa strada, aumentare sicuramente i controlli, ma la ricetta fondamentale è quella di creare cultura della sicurezza», è stato ribadito durante l'iniziativa. Una cultura che, secondo i sindacati, deve iniziare ancora prima che il lavoratore faccia il suo ingresso in cantiere. La formazione obbligatoria sulla sicurezza viene indicata come uno degli strumenti fondamentali per prevenire gli incidenti e rendere consapevoli lavoratori e imprese dei rischi presenti nei luoghi di lavoro. Accanto alla formazione, viene richiamato il ruolo degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale, chiamati a presidiare quotidianamente il territorio e a verificare le condizioni di sicurezza nei cantieri.
«Bisogna fare di più», è il messaggio lanciato dai sindacati, che chiedono una maggiore sinergia con gli enti preposti ai controlli, affinché le norme esistenti vengano effettivamente applicate. Perché il problema, è stato sottolineato, non sarebbe soltanto quello della presenza di regole, ma soprattutto della loro concreta attuazione. La prevenzione, secondo i sindacati, deve diventare un elemento strutturale del lavoro e non un adempimento formale. Particolare attenzione è stata dedicata anche al PNRR, considerando la fase finale di realizzazione delle opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il timore espresso durante il presidio è che le scadenze possano trasformarsi in una pressione aggiuntiva sui cantieri e sui lavoratori, con il rischio che la necessità di completare le opere in tempi stabiliti finisca per incidere sull'attenzione dedicata alla sicurezza. «Non vorremmo che questa scadenza mettesse ansia sui cantieri e che quindi si abbassasse un po' l'attenzione sul tema della sicurezza», è stato sottolineato. Il messaggio è netto: le scadenze non possono venire prima della sicurezza delle persone. «Prendiamoci il tempo necessario, perché non si possono più commentare queste storie, queste vicende», è stato ribadito. Un richiamo particolarmente significativo in una fase nella quale numerosi cantieri legati agli investimenti pubblici sono impegnati nella realizzazione delle opere previste dal PNRR.
Per i sindacati, l'accelerazione degli interventi non deve mai tradursi in una riduzione delle verifiche, della formazione o delle misure di prevenzione. La mobilitazione di Potenza vuole dunque essere anche un richiamo alla responsabilità collettiva. Dietro ogni incidente non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e intere comunità che subiscono le conseguenze di una tragedia.
«Dietro queste persone non possiamo dimenticare che ci sono famiglie», è il senso del messaggio lanciato nel corso dell'iniziativa. Da qui la richiesta di non abbassare la guardia. Lo sciopero rappresenta, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali, un primo segnale: se la situazione non dovesse migliorare, la mobilitazione potrebbe proseguire e assumere forme più incisive. «Oggi un primo passo, diamo un segnale. Molti cantieri si sono fermati in questo momento. Non abbassiamo la guardia», è stato ribadito.
La sfida, per i sindacati, resta soprattutto culturale: fare in modo che la sicurezza non venga considerata un ostacolo alla produttività o una formalità burocratica, ma una parte imprescindibile del lavoro. Perché nei cantieri, il tempo necessario alla prevenzione non è tempo perso. È tempo investito per evitare che un'altra giornata di lavoro si trasformi in una tragedia.
Mariapaola Vergallito