Entrano in vigore le nuove tariffe per visite, esami specialistici e prestazioni protesiche del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento aggiorna i rimborsi riconosciuti alle strutture sanitarie e, per alcune prestazioni, comporta anche un aumento dei ticket a carico dei cittadini non esenti. Il nuovo tariffario, frutto dell'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni lo scorso luglio, prevede aumenti per 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 prestazioni protesiche, su un totale di 1.063 voci.
Secondo le stime del ministero della Salute, l'impatto medio sui cittadini sarà contenuto, con una spesa aggiuntiva di circa 1,5 euro l'anno a persona e 27 milioni di euro complessivi di ticket in più. Restano invariati il tetto massimo del ticket, fissato a 36,15 euro, e le tariffe di circa otto prestazioni su dieci. Nessun aumento, inoltre, per visite di controllo ed esami di laboratorio, mentre il prelievo costerà 50 centesimi in più.
Gli aumenti non riguardano i cittadini esenti per reddito, patologia o età. Tra gli incrementi segnalati dalle associazioni figurano l'agoaspirato della mammella, la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma e alcune prime visite specialistiche. Crescono anche le tariffe per diagnostica vascolare, biopsie ed elettromiografie.
Codici e Cittadinanzattiva esprimono preoccupazione per l'impatto dei rincari sulle famiglie, soprattutto in un quadro economico già fragile, e chiedono attenzione alle possibili differenze tra le diverse Regioni. Il nuovo tariffario arriva dopo mesi di confronto. Il precedente decreto, introdotto nel 2024, era stato contestato dai laboratori privati accreditati per i rimborsi ritenuti insufficienti. Nel settembre 2025 il Tar aveva annullato il provvedimento, dando al ministero un anno di tempo per rivedere gli importi. La legge di Bilancio 2026 ha infine stanziato 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni annui dal 2027 per finanziare l'aggiornamento delle tariffe.