HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

''Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona''

19/09/2026



Una viaggiatrice, Mariassunta Colucci, ha inviato un formale reclamo alla Direzione Regionale di Trenitalia in merito ai disservizi registrati sulla tratta ferroviaria Potenza-Melfi nelle giornate del 16 e 18 settembre, a pochi giorni dalla riattivazione della linea dopo oltre un anno di sospensione.


 


Nella comunicazione, trasmessa per conoscenza anche agli organi di informazione, vengono evidenziati i disagi arrecati in particolare a studenti e lavoratori pendolari. Di seguito, pubblichiamo integralmente la lettera.


 


 


Con la presente lettera aperta intendo porre all’attenzione pubblica e dei vertici aziendali di Trenitalia, la gravità dei disservizi che, in quanto lavoratrice (docente a tempo determinato nei Licei di Rionero in Vulture e Melfi) e cittadina, mi sono trovata a subire sulla rete ferroviaria Regionale Potenza-Melfi.


La situazione appare ancora più inaccettabile se si considera il contesto: la tratta in questione ha subìto una totale sospensione ferroviaria durata oltre un anno, durante la quale i viaggiatori hanno dovuto fare affidamento esclusivamente sul servizio di bus sostitutivi, in verità molto efficienti. La suddetta linea ferroviaria è stata finalmente ripristinata lo scorso 13 settembre, in concomitanza con la riapertura delle scuole. Ci si sarebbe aspettati un rientro in servizio impeccabile, e invece, a pochissimi giorni dalla ripartenza, la linea è già sprofondata nel caos. Nello specifico, desidero segnalare quanto mi è accaduto in due occasioni ravvicinate. Il primo episodio, il 16 settembre: il treno Regionale 19915 delle ore 14:34 in partenza dalla stazione di Rionero-Atella-Ripacandida è stato improvvisamente annullato. La notifica del provvedimento è giunta via app Trenitalia solo intorno alle 13:30, senza che venisse fornita alcuna tempestiva alternativa logistica se non quella di attendere semplicemente il treno successivo, con pesanti ripercussioni sulla mia giornata. Il secondo episodio, il 18 settembre: il treno Regionale 19902 delle ore 06:25 da Potenza Superiore non è partito per dei lavori sulla tratta, accumulando un ritardo indefinito.


Oltretutto, il biglietto è stato persino convalidato dal controllore a bordo nonostante l’iniziale ritardo annunciato fosse di soli 10 minuti (protrattosi poi oltre i 30 minuti). Di fronte al silenzio dell’azienda e all’assoluta necessità di raggiungere la scuola in cui insegno, sono stata costretta a rinunciare al viaggio ferroviario e a trovare un passaggio privato all’ultimo minuto per poter rispettare il mio orario di lavoro. Questi disagi non sono isolati. Confrontandomi con altri pendolari della linea, è emerso che molti di loro hanno riferito l’annullamento di viaggi in altre occasioni in questa prima settimana. Ciò che preme sottolineare con forza non è tanto l’aspetto puramente economico: il rimborso del biglietto, per quanto dovuto, è una magra consolazione che non cancella il danno subìto. Quello che qui viene a mancare è il rispetto fondamentale verso la persona. Dietro ogni passeggero fermo su una banchina non c’è solo un biglietto pagato, ma una vita, una responsabilità, un’urgenza.


Ci sono persone che devono raggiungere il proprio posto di lavoro e rischiano sanzioni o problemi professionali a causa di Trenitalia (nel mio caso specifico, la puntualità del servizio ferroviario è vitale per raggiungere in orario, in diversi comuni, i due Licei in cui presto servizio). Ma come me, ci sono anche tanti altri cittadini, persone che devono raggiungere un ospedale per una visita medica programmata da mesi, o studenti che devono andare a scuola.


Impedire a queste persone di muoversi, lasciandole nel totale abbandono logistico, significa calpestarne i diritti e la dignità. Chiedo risposte chiare su questa gestione disastrosa della tratta appena riaperta e un cambio di rotta immediato. I cittadini e i lavoratori regionali non sono passeggeri di serie B e meritano un servizio che garantisca, prima di ogni cosa, il rispetto del loro tempo e della loro vita.




ALTRE NEWS

CRONACA

19/09/2026 - ''Quando viaggiare diventa un’odissea e viene meno il rispetto per la persona''
19/09/2026 - Autotrasporto, caro-gasolio: in Basilicata oltre 11 mila euro di costi in più per camion
18/09/2026 - Rapina in gioielleria al centro commerciale di Melfi: malviventi in fuga
18/09/2026 - Ticket, Consiglio rinviato: l’opposizione insorge, la replica di Latronico

SPORT

18/09/2026 - Il libero Caletti: 'Questa Rinascita Lagonegro ha molto potenziale'
18/09/2026 - Francavilla, Lazic: 'Preso un gol regalato e ne abbiamo sbagliati diversi'
17/09/2026 - Adnan Aziz, dal Benin all’Europa: il sogno della Nazionale maggiore
17/09/2026 - Senise, il 22 settembre inaugura il nuovo stadio ''G.B. Rossi''

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo