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| Lavitola resta in carcere: il Riesame respinge la richiesta dei domiciliari |
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10/09/2026 |
|  Resta in carcere Valter Lavitola. I giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno respinto l’istanza presentata dai suoi difensori, che avevano chiesto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari a Noepoli, in provincia di Potenza. Confermata anche l’aggravante del metodo mafioso. Nel corso dell’udienza di alcuni giorni fa, Lavitola aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, ribadendo il rapporto di amicizia con il giornalista Sigfrido Ranucci e sostenendo di aver agito per proteggerlo da un presunto attentato. «Speravo che questo rapporto potesse riabilitare anche la mia figura», avrebbe affermato. Lavitola si è inoltre assunto la responsabilità di essere il mandante dell’attentato. I legali Sergio e Arturo Cola continuano a escludere il movente politico ipotizzato dalla Procura, sostenendo che Ranucci non avrebbe mai avuto intenzione di entrare in politica. Intanto, a Noepoli non si placano le polemiche nate dopo gli articoli e i servizi dedicati all’ipotesi dei domiciliari nel piccolo centro lucano. L’amministrazione comunale ha preso posizione con una nota, contestando una narrazione ritenuta stereotipata e denigratoria. «Noepoli non è la cornice folkloristica o il fondale di narrazioni scandalistiche», si legge nel documento. Il Comune rivendica la dignità di una comunità di circa 700 abitanti, impegnata quotidianamente a contrastare lo spopolamento e a mantenere vivo il territorio.
Di seguito la nota dell'amministrazione comunale di Noepoli Nota ufficiale del Comune di Noepoli in merito ai recenti articoli di stampa e tv. Noepoli non è la cornice folkloristica o il fondale di narrazioni edittali e scandalistiche. È una comunità viva, consapevole e dignitosa che merita rispetto. In merito a commenti, servizi e articoli di stampa che hanno utilizzato vicende giudiziarie personali per tratteggiare un ritratto stereotipato e denigratorio del nostro Paese, l'Amministrazione Comunale e la cittadinanza tutta intendono esprimere la propria ferma riprovazione verso una narrazione giornalistica basata sul pregiudizio e sulla provocazione a buon mercato. Giudicare o ridicolizzare un piccolo centro di 700 anime nel cuore del Parco Nazionale del Pollino attraverso lenti deformanti non fa cultura, né fa informazione: alimenta solo un vetusto provinciale snobismo. Noepoli non ha bisogno di assoluzioni né di patenti di estetica o di modernità concesse da chi osserva le aree interne con distacco e condiscendenza. La storia e la dignità del nostro paese sono scritte ogni giorno dai cittadini, dai giovani, dalle associazioni e dai piccoli imprenditori che lavorano con fatica per mantenere vivo il territorio e contrastare lo spopolamento. Le vicende giudiziarie riguardano esclusivamente le persone coinvolte, le quali ne risponderanno nelle sedi opportune. È inaccettabile che la reputazione di un intero paese venga strumentalizzata per alimentare polemiche mediatiche o provocazioni editoriali. Un invito all'informazione autentica: Chiediamo agli organi di stampa e agli opinionisti di mostrare il medesimo interesse per Noepoli quando si tratta di raccontarne le iniziative, la resilienza, la bellezza paesaggistica e l'impegno sociale, anziché ricordarsi della nostra esistenza soltanto in presenza di un caso di cronaca da sfruttare. Noepoli ha una sua identità precisa, una sua storia antica, verificabile, e una comunità che cammina a testa alta, non il contorno di storie altrui. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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