“A Metaponto si continua a murare tutto”. È la denuncia dell’associazione Tutti Migranti dopo la recente muratura dell’ex Palazzetto di Metaponto Lido, una struttura che, secondo l’associazione, avrebbe potuto rappresentare una risposta concreta al problema abitativo dei lavoratori stagionali presenti sul territorio. “Basta fare un giro nel Borgo e allo Scalo di Metaponto – afferma Tutti Migranti – per vedere una decina di strutture che sono state murate negli ultimi decenni. Sono immobili che potevano essere ristrutturati, anche attraverso i fondi stanziati dal PNRR per eliminare i ghetti, e trasformati in posti letto da destinare ai tanti lavoratori stagionali presenti, permettendo loro non solo di avere un tetto, ma anche di risolvere importanti problematiche burocratiche legate alla residenza, al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, all’accesso all’assistenza sanitaria e all’apertura di un conto per l’accredito dello stipendio”. Secondo l’associazione, nei mesi estivi molti lavoratori riescono a trovare soluzioni temporanee, ma con l’arrivo dell’inverno la situazione torna critica. “Con l’avvicinarsi dei mesi più freddi, verso novembre e dicembre – sottolinea Tutti Migranti – torneranno a cercare rifugio nei casolari abbandonati, senza servizi e in condizioni igienico-sanitarie molto precarie. I più fortunati potranno forse trovare locali in affitto, spesso però senza un regolare contratto, arrivando anche a pagare un secondo fitto per poter avere i documenti in regola ed evitare problemi con le autorità”. L’associazione evidenzia inoltre come gli sgomberi siano diventati una costante stagionale. “Ogni anno, in prossimità della stagione turistica, assistiamo agli sgomberi dei migranti dai luoghi dove avevano trovato riparo durante il periodo invernale. È una situazione talmente ricorrente che quest’anno le persone che avevano trovato rifugio nell’ex Palazzetto si erano già spostate da circa un mese”. Tutti Migranti denuncia anche l’assenza di risposte istituzionali alle richieste avanzate negli ultimi mesi. “Lo scorso novembre avevamo chiesto il posizionamento di moduli abitativi con servizi doccia e wc, per garantire ai lavoratori condizioni di vita più dignitose. Avevamo inoltre chiesto di verificare la possibilità, attraverso la legge regionale 13/2016, di coinvolgere la Protezione Civile per superare la stagione invernale. Anche questa volta, come negli anni precedenti, non è arrivata nessuna risposta da parte dell’Amministrazione Comunale, della Prefettura e della Regione”. L’associazione richiama anche le dichiarazioni del consigliere regionale ed ex sindaco di Bernalda, dott. Tataranno, che in occasione del riconoscimento IGP della fragola del Metapontino nel 2024 aveva parlato di “residenze dignitose e condizioni di vita migliori per i lavoratori stagionali”. “È auspicabile – afferma Tutti Migranti – che quelle parole si trasformino in azioni concrete, attraverso l’applicazione della legge regionale 13/2016, approvata dalla Giunta Pittella e aggiornata con la legge regionale 23 del 2024. Anche il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella conosce bene questa norma, avendola approvata quando era alla guida della Regione: basterebbe un po’ di volontà politica per applicarla”.
L’associazione chiede inoltre che la risposta delle istituzioni al fenomeno del caporalato non sia soltanto repressiva. “Dopo la tragedia di Amendolara che ha visto la morte di quattro lavoratori impegnati nel Metapontino – afferma Tutti Migranti – l’attenzione non può limitarsi ai controlli e alla repressione, ma deve affrontare il fenomeno nella sua complessità”. Secondo l’associazione, garantire alloggi regolari significherebbe anche contrastare il potere dei caporali. “Con la disponibilità di abitazioni in zona non ci sarebbe bisogno del caporale che vende il posto letto e accompagna i lavoratori sul luogo di lavoro a caro prezzo. Con un contratto di affitto regolare sarebbe più semplice sistemare la propria posizione burocratica, far valere i propri diritti, iscriversi ai corsi di italiano, prendere la patente e vivere un percorso reale di integrazione”. Tutti Migranti richiama infine il ruolo della legge regionale 13/2016, aggiornata nel 2024, che prevede anche l’utilizzo della Protezione Civile in caso di emergenze e di avvisi pubblici andati deserti. “Questa possibilità potrebbe essere utilizzata anche per Metaponto, scelta come dimora da molti lavoratori stagionali per la sua posizione strategica, che consente di raggiungere in poco tempo sia Tursi sia Castellaneta”.
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L’associazione guarda anche al progetto Supreme previsto a Tursi, che dovrebbe mettere a disposizione 50 posti per lavoratori migranti con problemi abitativi. “A volte viene il dubbio che, se il progetto fosse partito nei tempi previsti, alcune tragedie forse avrebbero potuto essere evitate. Non possiamo sapere cosa sarebbe accaduto, ma il dubbio resta”. La conclusione è un appello alle istituzioni. “Agli amministratori locali e regionali ricordiamo che dalle loro azioni può dipendere la vita delle persone. Non servono soltanto fiaccolate o manifestazioni dopo le tragedie: servono l’applicazione delle leggi già esistenti e l’utilizzo dei fondi già stanziati”. “Facciamo in modo – conclude Tutti Migranti – che Kumar Manoj, Sing Surjit, Sing Harwinder, Sing Jaskaran, Waseem Knan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad non siano morti invano”.