A Rotonda continua a tenere banco la questione relativa al futuro del locale Poliambulatorio poiché, nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi, i cittadini continuano ad essere molto preoccupati per quelle che potrebbero essere le conseguenze successive all’apertura della Casa di comunità di Viggianello che, al momento, sembra solo un duplicato del consultorio rotondese. Di fatti, nell’attesa della pubblicazione dei calendari, di giorno in giorno, senza che gli utenti riescano a raccapezzarsi, medici specialisti, infermieri e personale amministrativo del Centro unico di prenotazione regionale (Cup) si alternano tra le strutture dei due Comuni limitrofi.
«Dopo le rassicurazioni del sindaco Rocco Bruno e dei direttori Asp Dattola e De Filippis che nulla sarebbe stato tolto - fa sapere attraverso una nota il Comitato di cittadini, nato per difendere il Poliambulatorio - assistiamo al depotenziamento della struttura, anche attraverso la chiusura per giornate intere del Cup e con gli utenti costretti a recarsi a Viggianello per visite specialistiche da sempre garantite a Rotonda: come nei casi del cardiologo, dell’urologo o del ginecologo».
«Ci chiediamo - scrive ancora il Comitato - chiudono a Rotonda per consentire l’apertura della Casa di comunità? Per cui, chi vive a Rotonda sarà costretto a raggiungere un altro Comune per fare quello che faceva nel proprio già da decenni. Noi non siamo contrari all’apertura della Casa di comunità, ma nemmeno siamo favorevoli a perdere ciò che qualifica Rotonda e che offre servizi al comprensorio calabro-lucano. In proposito, gli utenti provenienti dai comuni del cosentino di Mormanno o Laino, hanno lamentato difficoltà per raggiungere Viggianello. Tra l’altro, dopo le due giornate d’assenza della settimana scorsa, siamo anche molto preoccupati per quello che ne sarà della guardia medica, visto che nemmeno su questo è stata fatta chiarezza. Per tutte queste ragioni - proseguono i promotori - chiediamo con forza al nostro sindaco ed a tutti i consiglieri comunali di mettere in campo azioni concrete, affinché il Polimabulatorio non venga chiuso: eventualità che, accanto alle immediate ed evidenti conseguenze sanitarie, avrebbe ripercussioni anche di carattere economico e sociale. Inoltre, teniamo conto che Rotonda è anche sede dell’Ente Parco Nazionale del Pollino ed è contraddistinta da un flusso turistico considerevole».
Secondo il Comitato il problema è da mettere in relazione ai reali servizi garantiti dalla nuova Casa di comunità, che non sono quelli che mancano nel territorio.
«Noi - continua la nota dei cittadini rotondesi - non comprendiamo le ragioni di questi spostamenti di personale, infermieri e medici, resteremo qui per far capire ai nostri governanti che la Casa di comunità non dovrebbe essere semplicemente un doppione del Poliambulatorio, ma dovrebbe invece offrire servizi che dalle nostre parti non esistono e che costringono i cittadini a sobbarcarsi chilometri e chilometri. Saremmo ben lieti di avere una Casa di comunità dove poter fare una risonanza, piuttosto che una Tac, o con una radiologia all’avanguardia o dove ricevano specialisti differenti rispetto a quelli da tempo presenti a Rotonda. L’obiettivo deve essere avvicinare i servizi, ma così facendo non si fa altro che allontanarli. Al sindaco ed ai consiglieri comunali - conclude il Comitato - ribadiamo l’invito a farsi valere per preservare tutti i servizi previsti nel Poliambulatorio. La salute non è merce: il Paese più popolato della Valle del Mercure è Rotonda ed i suoi cittadini meritano rispetto».
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it