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Strage di Amendolara, quattro braccianti morti: indagini lampo e due fermati

3/06/2026



Un episodio di inaudita crudeltà, definito dagli investigatori come «disumano», ha scosso il territorio del Cosentino dopo la morte di quattro braccianti nell’area di servizio di Amendolara. Nel corso di una conferenza stampa in Questura a Cosenza, il questore Antonio Borelli ha evidenziato la rapidità della risposta investigativa, mentre il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio ha parlato di una tragedia di «gravità inaudita» per dinamica e impatto umano.


Le indagini della Squadra mobile di Cosenza, guidata da Gianni Albano, si sono concentrate sin dalle prime ore sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza. I filmati hanno permesso di ricostruire i movimenti dei veicoli, le fasi dell’incendio e le presunte azioni che avrebbero impedito alle vittime di uscire dall’abitacolo, trasformando il mezzo in una trappola mortale.


Gli inquirenti ritengono, allo stato, che non vi siano ulteriori complici e non escludono l’ipotesi della premeditazione.


A perdere la vita sono stati il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27). Le vittime erano lavoratori impiegati nel settore agricolo e la loro identificazione è avvenuta anche grazie ai documenti rinvenuti nell’alloggio condiviso con altri migranti nella zona ionica del Cosentino. Un quinto uomo è riuscito a salvarsi rompendo un finestrino e fuggendo tra le fiamme, riportando gravi ustioni. Due uomini di origine pakistana sono stati sottoposti a fermo con l’accusa di omicidio plurimo aggravato. Le telecamere di sorveglianza avrebbero documentato le fasi dell’aggressione e le manovre che avrebbero reso impossibile la fuga dei passeggeri. Il quadro investigativo, secondo gli inquirenti, è ancora in fase di definizione, soprattutto sul movente, che resta non completamente chiarito. Sul piano istituzionale, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha chiesto una discussione straordinaria in Consiglio regionale su caporalato e sfruttamento del lavoro, mentre la premier Giorgia Meloni ha espresso cordoglio e la volontà di assicurare i responsabili alla giustizia.


La Regione Calabria ha inoltre annunciato la costituzione di parte civile nel futuro processo. Il dramma di Amendolara riporta al centro il tema dello sfruttamento lavorativo e delle condizioni dei braccianti migranti, mentre le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.


 


lasiritide.it




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