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Medici di base Val d’Agri: “Case di Comunità senza organizzazione e confronto''

28/05/2026



I Medici di Medicina Generale della Media e Alta Val d’Agri lanciano un appello pubblico denunciando criticità e carenze organizzative legate all’avvio delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Case di Comunità di Corleto Perticara e Sant’Arcangelo. Al centro delle preoccupazioni la mancanza di confronto istituzionale, strumenti tecnologici adeguati e il rischio di indebolire la medicina di prossimità nei territori.


Di seguito la lettera integrale.


 


 


La maggior parte dei Medici di Famiglia del territorio della Media ed Alta Val d’Agri, denunciano una totale carenza di comunicazione istituzionale, l'assenza di un piano organizzativo formale, la mancanza di strumenti tecnologici d'integrazione e il rischio concreto di lasciare sguarniti gli ambulatori locali per scopi puramente di facciata presso la Casa di Comunità di Corleto e di Sant’Arcangelo (sedi di afferenza della Casa di Comunità).


I Medici di Medicina Generale operanti sul territorio esprimono formale e profonda preoccupazione in merito alle modalità con cui si sta gestendo il loro inserimento all’interno delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), una transizione che, anziché valorizzare il ruolo della medicina di prossimità, sta avvenendo nel segno della frammentazione, della scarsa trasparenza e dell'improvvisazione organizzativa. Ad oggi, i medici firmatari denunciano una comunicazione a dir poco carente e intermittente da parte delle autorità competenti, non essendovi stata alcuna convocazione ufficiale così come il dialogo con il Responsabile designato che è risultato episodico e lacunoso, caratterizzato da lunghe assenze e da una totale mancanza di comunicazioni chiare. Sul piano strettamente operativo e strutturale, si rileva inoltre una carenza tecnologica insormontabile, dato che per poter funzionare come un'aggregazione reale ed efficiente, i medici dovrebbero essere interconnessi tramite un software di rete condiviso; ad oggi, tale strumento informatico non è stato messo a disposizione, rendendo di fatto impossibile lo scambio sicuro di dati clinici e la gestione integrata dei pazienti, prerequisito tecnico imprescindibile per l'avvio di qualsiasi attività in modalità AFT.


A questo proposito, i medici sollevano un interrogativo fondamentale sulla natura stessa di ipotetici turni in presenza, considerando che ogni medico di base garantisce già quotidianamente la propria reperibilità e attività all'interno del proprio ambulatorio, capillarmente dislocato sul territorio per essere vicino ai cittadini. Spostare la sede operativa dei medici dai propri ambulatori per trasferirla coattivamente presso la struttura di Corleto o Sant'Arcangelo o in altri comuni sedi di CdC, rappresenta una scelta organizzativa inconcepibile e deleteria che produrrebbe gravi effetti negativi, interrompendo la vera continuità assistenziale e sottraendo i medici ai propri studi territoriali, il che significa lasciare privi di un punto di riferimento immediato i pazienti della propria comunità, costringendoli a spostamenti disagevoli, specie se anziani o fragili. Il forte sospetto è che si voglia imporre questa mobilità unicamente per mostrare la fittizia operatività della Casa di Comunità, a scapito della reale efficienza della medicina generale e dei diritti dei cittadini, poiché la continuità assistenziale si fa sul territorio, tra la gente e negli ambulatori di prossimità, non centralizzando burocraticamente il servizio in sedi distanti, svuotando i paesi dei propri presidi medici e ignorando i requisiti tecnologici minimi per l'integrazione sanitaria. Una siffatta organizzazione annienta irrimediabilmente il rapporto di fiducia medico-paziente costruito in anni di sacrifici e il fine ultimo di una gestione strutturata in questo modo non è altro che il preludio al passaggio da una sanità pubblica garantita dall'Articolo 32 della Costituzione alla privatizzazione della sanità. Per queste ragioni, i Medici di Medicina Generale del Territorio della Val d’Agri e del Melandro difendono e difenderanno fino alla fine l'universalità del Sistema Sanitario pubblico e chiedono un'immediata convocazione formale, l'apertura di un tavolo di confronto serio e trasparente e la revoca di qualsiasi provvedimento unilaterale che possa danneggiare il diritto alla salute dei cittadini. Facciamo appello a tutti i colleghi che stanno vivendo lo stesso nostro disagio ad unirsi a noi per condurre una battaglia a favore dei cittadini e non contro le istituzioni sanitarie!


I Medici di Medicina Generale del Territorio




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