Notte movimentata a Lavello, dove ignoti hanno tentato di assaltare un bancomat della Banca Popolare di Milano utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un metodo criminale che prevede l’inserimento di un ordigno esplosivo all’interno dello sportello automatico per provocarne l’apertura. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero agito con un piano articolato. Nella stessa notte, infatti, due auto sono state incendiate nella vicina Venosa: un episodio che potrebbe aver avuto lo scopo di creare un diversivo per impegnare le forze dell’ordine, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali su un collegamento diretto tra i due fatti.
Durante la fuga, i responsabili avrebbero inoltre cosparso la strada di chiodi per ostacolare l’intervento dei militari. A causa della presenza degli oggetti metallici sull’asfalto, una pattuglia della radiomobile ha riportato la foratura di uno pneumatico. Nel bancomat sarebbero state inserite due “marmotte”: una è esplosa causando danni non proporzionati a quelli probabilmente previsti dai malviventi, mentre la seconda è rimasta incastrata all’interno del dispositivo.
Proprio per questo motivo sono tuttora in corso delicate operazioni di messa in sicurezza dell’ordigno residuo. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri provenienti da Potenza, in collaborazione con i colleghi di Bari, impegnati nella disattivazione del meccanismo esplosivo ancora presente nell’ATM. Le indagini sono attualmente in corso e, allo stato, non sono disponibili ulteriori elementi utili all’identificazione dei responsabili. Gli investigatori stanno raccogliendo ogni dettaglio utile per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi registrati durante la notte.