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| Federconsumatori Basilicata: allarme rincari alimentari, servono misure urgenti per le famiglie |
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10/03/2026 |
|  Federconsumatori Basilicata esprime forte preoccupazione per i possibili aumenti dei prezzi dei beni alimentari nelle prossime settimane. Come sottolinea la nota inviata da Federconsumatori Basilicata, le dinamiche che stanno colpendo il sistema agricolo del Mezzogiorno – e in particolare la Basilicata – rischiano di ripercuotersi direttamente sui consumatori lucani, aggravando una situazione già segnata da inflazione, salari fermi e perdita del potere d’acquisto. Secondo la nota di Federconsumatori Basilicata, negli ultimi mesi il comparto agricolo regionale sta affrontando una vera e propria “tempesta perfetta”: fertilizzanti difficili da reperire, costi energetici ancora elevati, crisi idrica persistente, invecchiamento degli operatori, frammentazione delle rappresentanze e necessità urgente di innovazione tecnologica e modernizzazione delle filiere. Questi fattori stanno già incidendo sui costi di produzione e, senza interventi immediati, potrebbero tradursi in nuovi rincari su frutta, verdura, latticini e prodotti trasformati, proprio mentre molte famiglie faticano a sostenere la spesa quotidiana. Si legge nella nota , "La Basilicata è una regione con una forte vocazione agricola, ma anche con una rete di consumatori vulnerabili: pensionati, famiglie monoreddito, giovani precari. Ogni aumento dei prezzi alimentari rischia di colpire proprio chi ha meno strumenti per difendersi. Per questo Federconsumatori Basilicata chiede un’azione immediata e coordinata. Un luogo stabile di confronto tra Regione, associazioni dei consumatori, produttori e distribuzione per monitorare i costi e prevenire speculazioni. Chiediamo che ogni aumento sia motivato da reali incrementi dei costi di produzione, evitando rincari ingiustificati. Chiediamo misure di tutela per le famiglie: potenziamento dei fondi comunali per il sostegno alimentare; bonus temporanei per i beni essenziali; monitoraggio costante dei prezzi nei punti vendita." |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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