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| Sant' Arcangelo, rientra a casa Domenico Bianco, il poliziotto ferito negli scontri di Torino |
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4/02/2026 |
|  È rientrato a Sant’Arcangelo il giovane poliziotto Domenico Bianco, rimasto ferito durante gli scontri avvenuti a Torino nella giornata di sabato 31 gennaio, nel corso del corteo legato al centro sociale Askatasuna. Quella che doveva essere, e per alcune ore lo è stata, una manifestazione pacifica è degenerata a causa di gruppi di facinorosi ben organizzati, alcuni dei quali provenienti anche dall’estero. Gli episodi di violenza hanno dato vita a veri e propri momenti di guerriglia urbana, con l’assedio alle forze dell’ordine e il venir meno delle buone intenzioni dei tanti manifestanti che stavano esprimendo le proprie posizioni in maniera non violenta. Le immagini degli scontri hanno fatto il giro del mondo e la violenza subita dagli agenti impegnati nel garantire la sicurezza è stata ampiamente documentata da tutti gli organi di stampa. Tra i poliziotti coinvolti, come reso noto anche da un post pubblico su Facebook del sindaco di Sant’Arcangelo, Salvatore La Grotta, c’era appunto Domenico Bianco, originario della cittadina valdagrina e in servizio da molti anni nel corpo di polizia. Bianco ha riportato diversi traumi che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero. Oggi si trova a casa, accanto alla moglie e alla figlia, ed è qui che lo abbiamo raggiunto per farci raccontare quanto accaduto. «Dalle ore 17 fino alle 23-23.30 ci siamo ritrovati nei pressi di corso Regina Margherita, dove è situato il centro sociale Askatasuna. Siamo stati bersaglio di un fitto lancio di sassi, bottiglie, artifici pirotecnici sparati ad altezza uomo, numerose bombe carta, estintori e altro materiale contundente, tutto diretto verso lo sbarramento formato da noi». Un’esperienza che, come lui stesso racconta, non aveva mai vissuto prima. «Con i miei colleghi abbiamo cercato di contenere e respingere l’offensiva. In undici anni di servizio è la prima volta che mi trovo di fronte a una vera e propria guerriglia organizzata. Dai video trasmessi si può intuire quanto siamo stati vicini ad assistere a una tragedia». Domenico Bianco è stato tra gli agenti che hanno riportato le conseguenze più serie. «Sono stato ricoverato in ospedale per una frattura al gomito. Inoltre, a causa di un petardo esploso vicino alla testa, sul lato sinistro, ho rischiato di perdere il timpano e l’udito. Fortunatamente non dovrebbero esserci danni gravi, anche se ho problemi all’orecchio sinistro e sto ancora facendo accertamenti». Come lui, anche molti colleghi sono rimasti feriti: «Tanti della mia squadra e colleghi in generale hanno riportato danni in varie parti del corpo. È stata una situazione davvero drastica». Il ritorno a casa è stato accompagnato da grande apprensione da parte dei familiari, che avevano seguito gli eventi attraverso le immagini trasmesse in televisione. «La notizia della mia presenza negli scontri è stata diffusa da alcuni familiari e dal sindaco di Sant’Arcangelo. Sono stato sommerso da dimostrazioni di affetto da tante persone, che ringrazio enormemente». Un’esperienza che lo ha segnato, ma non ha scalfito il suo senso del dovere. «La rifarei tante volte, perché amo il mio lavoro e amo l’VIII Reparto Mobile di Firenze. Sono fiero di indossare questa divisa e, quando riprenderò servizio, sarò ancora più determinato a svolgere al meglio il mio lavoro».
Carlino La Grotta
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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