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Dialisi Policoro: ''questa brutta vicenda dimostra le ragioni di Aned''

7/01/2026



La questione dei tetti di spesa nei centri dialisi del Materano torna a far discutere e, secondo l’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto (Aned), è la diretta conseguenza delle scelte politiche adottate dieci anni fa. Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Regionale,  Pittella, recandosi per la seconda volta al centro dialisi Sm2 di Policoro, ha dichiarato che la dialisi privata costa meno di quella pubblica. Aned contesta questa affermazione: i dati nazionali e regionali dimostrano invece che la dialisi pubblica è più economica e garantisce al contempo la gestione di tutte le comorbidità dei pazienti. La prestazione ambulatoriale dialitica è infatti remunerata dalla Regione Basilicata secondo le tariffe indicate dal D.M. 25/11/2024. In particolare, mentre la maggior parte dei trattamenti emodialitici nelle strutture pubbliche è remunerata a €172,75 per trattamento, nel centro Sm2 tutte le dialisi sono tariffate a €240 per singolo trattamento, la modalità più costosa per il Servizio Sanitario Nazionale. La questione dei tetti di spesa, che secondo il titolare del centro dialisi sarebbero insufficienti a garantire le prestazioni e i livelli occupazionali, deriva direttamente da scelte politiche discutibili e dallo sperpero di denaro pubblico. Dieci anni fa, l’Azienda Sanitaria di Matera sottoscrisse un contratto di project financing per la costruzione e gestione di un centro dialisi pubblico-privato a Tinchi, nonostante all’interno dello stesso ospedale esistesse già un centro dialisi pubblico.


Parallelamente, Regione e Asm autorizzarono la società privata Sm2 a realizzare una sede decentrata nel Comune di Policoro, a soli 18 km dal centro di Tinchi, ignorando la richiesta di Aned, sostenuta da oltre 5.000 firme, di concentrare le risorse in un unico centro pubblico all’interno dell’ospedale di Policoro. Secondo Aned, l’ospedale di Policoro era la sede più idonea per un centro dialisi pubblico, in quanto solo una struttura ospedaliera complessa può garantire la gestione integrata di pazienti con insufficienza renale cronica, spesso affetti da comorbidità e rischio cardiovascolare.


La mancata realizzazione di un centro unico ha comportato trasferimenti e ricoveri a Matera, con maggiori costi umani, sociali ed economici per pazienti e famiglie. Il progetto Aned avrebbe permesso di creare un centro dialisi pubblico di eccellenza, centralizzando la gestione della malattia renale, garantendo sicurezza, cure tempestive, gestione delle emergenze e rete clinica con Matera, evitando disagi e incertezze ai pazienti.


La scelta politica di dieci anni fa, invece, ha favorito la mediocrità e la frammentazione del servizio. Recenti delibere dell’Asm evidenziano ulteriori contraddizioni: la delibera n. 914 del 19/8/2025 ha prolungato il contratto di appalto con Spindial fino al 2029, a causa della bassa remuneratività dovuta alla migrazione dei pazienti da Tinchi a Policoro. Pochi mesi dopo, con la delibera n. 1490 del 29/12/2025, la stessa Asm autorizza Spindial ad aprire 4 posti dialisi nell’ospedale di Policoro, una soluzione che dieci anni fa era considerata impossibile. Oggi, il centro Sm2 ha annunciato la sospensione dell’attività. Aned sollecita Regione e Asm a intervenire immediatamente per garantire la sicurezza dei dializzati e organizzare i trasporti necessari, evitando ulteriori disagi e rischi per i pazienti.




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