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La voce della Politica
| La Consulta degli Studenti: “Servono soluzioni reali e coinvolgimento” |
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14/09/2026 | Con l’inizio del nuovo anno scolastico torna al centro dell’attenzione la condizione concreta in cui migliaia di studentesse e studenti si trovano ad affrontare il proprio percorso scolastico e formativo, ancora segnato da difficoltà, in particolare di natura economica, che necessitano di risposte e soluzioni concrete.
La priorità, anche quest’anno, è rappresentata dall’aumento dei costi e dalla crescente inaccessibilità del materiale scolastico, che grava sempre di più sui bilanci familiari. Libri di testo, dizionari, quaderni, cancelleria, zaini, strumenti digitali e ulteriori materiali necessari allo svolgimento delle attività didattiche costituiscono una componente strutturale della spesa familiare, stimata per il 2025 in circa 650 euro medi per il materiale scolastico, ai quali si aggiungono ulteriori 500 euro circa per spese quali libri di testo e dizionari linguistici.
Il problema, tuttavia, non risiede esclusivamente nell’entità complessiva della spesa, quanto nella sua forte concentrazione in un periodo di tempo estremamente breve, generalmente nell’arco di circa un mese. Una situazione che finisce per incidere non soltanto sulla condizione economica generale delle famiglie, ma soprattutto sulla disponibilità immediata di reddito e salario, mettendo maggiormente in difficoltà le fasce economicamente più fragili e il ceto medio-basso.
A queste spese si aggiungono quelle connesse alla frequenza scolastica, a partire dai costi degli abbonamenti e dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, fino alle spese per il carburante sostenute dai genitori che accompagnano quotidianamente i propri figli a scuola o dagli studenti neopatentati che raggiungono autonomamente i rispettivi istituti.
In una regione come la Basilicata, dove il costo del carburante risulta particolarmente elevato, la spesa per i rifornimenti di automobili e altri mezzi di trasporto incide direttamente sull’economia di migliaia di famiglie lucane. A pesare ulteriormente è la qualità, non sempre adeguata, dei collegamenti e del trasporto pubblico, che in numerose aree della regione rende difficoltosi gli spostamenti quotidiani verso gli istituti scolastici.
Ancora una volta, le risposte delle Istituzioni locali risultano generalmente insufficienti e incapaci di garantire alle famiglie un reale e strutturale sostegno a livello regionale.
«Neanche quest’anno gli organismi di rappresentanza studentesca sono stati coinvolti nella fase di programmazione dell’avvio delle attività didattiche, al fine di fornire il parere della componente più importante del mondo scolastico – dichiara Italo Marsico, Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza –. In questo senso, il coinvolgimento delle Consulte Studentesche, seppur non richiesto da alcuna legge regionale o altro atto normativo, si configura come una questione di opportunità istituzionale, soprattutto alla luce dei disagi che, con la ripresa delle attività scolastiche, migliaia di studenti si ritroveranno ad affrontare».
«Inaugurare un nuovo anno scolastico significa anzitutto interrogarsi sulle condizioni nelle quali viene chiesto a noi studenti di studiare e crescere – prosegue Marsico –. Non possiamo parlare di scuola del futuro se una famiglia deve scegliere come sostenere le spese scolastiche o se deve alternarle ad altre spese più necessarie. Allo stesso modo, non possiamo parlare di scuola del futuro se uno studente è costretto a seguire le lezioni in ambienti che, nei mesi più caldi o più freddi, diventano invivibili».
«Il caro vita e il cambiamento climatico sono questioni che riguardano direttamente le nuove generazioni e la dimensione scolastica. Sono problematiche che non possono più essere considerate separate dalle politiche per l’istruzione e che richiedono risposte politiche all’altezza della loro dimensione e della loro urgenza».
Per questo, l’avvio del nuovo anno scolastico deve rappresentare anche un’occasione per ripensare le politiche di sostegno al diritto allo studio, intervenendo concretamente sul costo del materiale scolastico, sulla mobilità studentesca e sulle condizioni dell’edilizia scolastica.
Garantire il diritto allo studio significa infatti assicurare a ogni studentessa e a ogni studente la possibilità concreta di frequentare la scuola in condizioni dignitose, indipendentemente dalla situazione economica della propria famiglia o dal territorio nel quale vive. |
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