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La voce della Politica
| Droga e telefonino fuori carcere Potenza: Di Giacomo, questo istituto come gli altri due lucani (Matera e Melfi) |
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6/01/2026 | “L’operazione che ha consentito il sequestro di droga e telefonino davanti al carcere di Potenza è la “prova provata” che questo istituto come gli altri due lucani (Matera e Melfi) non sono usciti indenni dall’anno horribilis per le carceri italiane appena concluso e che il nuovo anno si preannuncia carico di tensioni e soprattutto di lavoro per il personale penitenziario, sempre in organico inadeguato rispetto al crescente sovraffollamento anche delle carceri lucane”. Così Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che aggiunge: “di fronte ad una situazione esplosiva – 1900 aggressioni di agenti, una sessantina tra rivolte e violenze, 80 suicidi di detenuti, una trentina tra evasioni e tentate evasioni - qualcuno ha pensato a dare il via alla sperimentazione del cosiddetto spray al peperoncino. E’ come se il medico somministrasse l’aspirina ad un malato terminale. Di fronte a questa situazione in un qualsiasi Paese democratico ci sarebbe stato qualcuno che avesse già autonomamente avvertito la necessità di assumersi le responsabilità e quindi di rassegnare le dimissioni. Da noi, invece – continua il segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria – il “deus ex machina” del sistema penitenziario, il sottosegretario Del Mastro, continua con gli annunci. Questa volta 2mila nuove assunzioni, sicuramente provvedimento positivo, solo che spalmate in un triennio, vale a dire nel nuovo anno non potranno esserci che poche centinaia di unità, di cui se tutto va bene 3-4 ad istituto lucano. Oggi e non domani c’è bisogno di uomini e donne e di strumenti adeguati (altro che spray al peperoncino) per la difesa del personale. Servono almeno 7 mila nuove unità per far fronte a pensionamenti e prepensionamenti, a dimissioni, se si vuole ripristinare il controllo dello Stato e stroncare i traffici di droga e telefonini”. Di Giacomo riferisce che “ nel corso del 2025 i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo e a un migliaio di telefonini. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di ’Blu Punisher’ e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l'orudis 200, il contramal, lo stinox, il lentomil - che vengono date per terapia – per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare. Intorno al traffico e all’uso di droga è sempre la criminalità organizzata a fare affari, controllando, come dimostrano numerose inchieste, le più grandi piazze di spaccio dentro e con l’uso dei telefonini fuori. Noi da tempo abbiamo messo in guardia sul nuovo corso della Mafia 2.0” che non è certo possibile contrastare con l’assunzione di poche decine di agenti penitenziari, avvenuta con grande enfasi nelle scorse settimane, che restano insufficienti perché a mala pena e non in tutti gli istituti riescono a rimpiazzare i posti degli agenti in pensione. Da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, del Governo e della politica – continua il segretario Di Giacomo – si preferisce fare come le “tre scimmiette” (non vedo, non sento, non parlo). Noi intensificheremo il nostro impegno nel nuovo anno a tutela del personale e per affermare il controllo dello Stato nelle carceri (anche lucane)”. |
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