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| Recensione libro di Gianfelice Rocca," Riaccendere i motori" |
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18/06/2016 | Nel libro “Riaccendere i motori – Innovazione, merito, rinascita italiana” di 144 pagine, edito nel 2014 dalla Marsilio Editori, ed acquistabile al prezzo di 16,50 euro, Rocca descrive dinamiche e fatti, fornisce argomenti e idee e dimostra che la globalizzazione non ci obbliga necessariamente a un destino da comprimari, ma dovremo essere capaci di partire dai nostri punti di forza, da politiche che possano valorizzarli, da un cambiamento culturale che esalti ciò che funziona nel nostro Paese e sappia farne un esempio per tutti
Un concetto chiave del libro è che la mobilità sociale, è maggiore (e la disuguaglianza minore), dove l’innovazione incrementale è centrato sul modello di sviluppo e vi è una presenza di settori Medium Tech inteso come l’insieme di settori definiti Medium Low o Medium High Tech, come la produzione di derivati dalla plastica, la raffinazione del petrolio ecc.
Pertanto il libro si suddivide in due parti: la prima parte ripercorre le caratteristiche di un” modello sociale” che valorizza il Mediun Tech ed i trend globali in ragione dei quali questo modello non può dirsi né aleatorio né utopistico, mentre nella seconda parte l’autore, abbozza una visione d’insieme dei problemi che oggi rendono peculiare la situazione italiana nel contesto europeo.
Di fronte alla crisi economica in fase stagnante da anni, bisogna ripartire con un nuovo slancio valorizzando le eccellenze dei giovani che rappresentano il futuro ed uscire al più presto da questa fase critica sia della nostra economia si di altri paesi esteri che hanno gli stessi problemi.
Per la formazione dei giovani talenti da impiegare nelle varie imprese o diventare i futuri imprenditori, un ruolo importante deve essere assolto dal mondo della scuola che deve interagire col mondo delle imprese anche se nel nostro paese sono state attuate riforme per facilitare il rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro, ma procedono a rilento ed il senso della direzione e dell’urgenza non sono sufficientemente percepiti.
In sostanza occorre anche una profonda rivisitazione tra Stato centrale ed Autonomie e tra Stato- persona e Stato -Comunità, in quanto solo mediante una profonda autonomia in materie come l’istruzione, si possono realizzare soluzioni adeguate alle specifiche vocazioni territoriali ed alle specializzazioni produttive di un Paese oggi assai più simmetrico al suo interno di alcuni decenni fa, e quindi la competizione non è tra vari stati nazionali, ma tra vaste aree macro-regionali e vaste aree metropolitane che si proiettano.
Biagio Gugliotta
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