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| Recensione:“ Scrivere all’università – Pianificare e realizzare testi efficaci” |
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8/05/2016 | Il libro di Riccardo Gualdo, Lucia Raffaelli, Stefano Telve “ Scrivere all’università – Pianificare e realizzare testi efficaci” di 196 pagine, edito nel 2014 dalla Carocci editore, ma utile anche adesso, mette in rilievo che scrivere in modo chiaro ed efficace per necessita di studio e di lavoro, rappresenta uno degli obiettivi della formazione scolastica superiore e soprattutto di quella universitaria nella quale ogni percorso formativo dovrebbe offrire agli studenti forme di addestramento alla scrittura finalizzate al raggiungimento della piena e matura consapevolezza delle potenzialità degli studenti ed un’adeguata conoscenza degli strumenti per metterli in atto.
La lingua italiana in questi ultimi anni ha subito dei mutamenti deturpandone l’originalità, con l’ introduzione a livello lessicale di molti neologismi che vengono utilizzati sia nel linguaggio, sia in quello scritto.
Quando dobbiamo scrivere qualsiasi cosa è importante la correttezza e chiarezza dell’italiano in quanto il referente è il lettore, per cui dobbiamo rendere fruibile ad esso il nostro elaborato (saggio, articolo di giornale, tesina e tesi di laurea).
L’italiano corretto è la lingua contemporanea che si rispecchia, in tutti i suoi aspetti, nelle migliori grammatiche e nei vocabolari più aggiornati. Ma intendiamo anche una scrittura fatta di frasi ed enunciati completi, cioè dotati di tutti gli elementi necessari a un effetto di chiarezza e comprensibilità per il destinatario; logicamente coerenti tra loro, cioè non contraddittori e pianificati con cura per corrispondere alle intenzioni comunicative di chi scrive; e coesi, ossia costruiti curando la rete di rimandi interni ai diversi temi trattati e controllando e verificando i rapporti grammaticali e sintattici con un’attenta revisione. E infine intendiamo una lingua che risponda alle attese del destinatario o dei destinatari ideali, cioè persone adulte (che siano altri studenti, docenti o professionisti) abituate a leggere testi scritti secondo le regole che abbiamo già rapidamente enunciato e attinenti, nel contenuto, ad argomenti tecnici e scientifici o a questioni di didattica e di rapporti formali (accademici e di lavoro) nel caso della posta elettronica e del curriculum. Una breve postilla, come annunciato, sul rapporto con l’inglese. E’ passato quasi un decennio da quando sono stati introdotti, nell’università italiana, i primi corsi tenuti interamente in inglese. Ministri provenienti da schieramenti apparentemente opposti hanno incoraggiato questa tendenza, spacciandola come un necessario adeguamento alle richieste dell’internazionalizzazione. Siamo dell’idea che non si tratti, come e purtroppo opinione diffusa, di una scelta d’avanguardia: la nostra lingua ha una tradizione antica e prestigiosa non solo nella poesia e nella prosa letteraria, ma anche nella scrittura saggistica, da Machiavelli fino a Fermi o Einaudi. Sostituirla con l’ inglese significa atrofizzarne le strutture e, in prospettiva, marginalizzarne l’uso nella didattica, nella divulgazione e nella ricerca; molto più sensato sarebbe abbracciare una prospettiva di plurilinguismo e prevedere di affiancare l’acquisizione di una o più lingue straniere a una salda padronanza della lingua materna, padronanza che tra l’altro e al primo posto tra le otto competenze chiave indicate nella Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio europei del 18 dicembre 2006.
Il libro fornisce utili suggerimenti su come scrivere una tesina quale parte integrativa di un esame, una tesi triennale, o magistrale sia da un punto di vista dello stile, sia da un punto di vista della forma e soprattutto su come scriverla al computer e soprattutto e questa regola vale per tutti i tipi di elaborati scritti, bisogna rileggere più volte il nostro scritto, per verificare se vi siano o meno incongruenze lessicali e sintattiche che vanno rispettate anche per scrivere una email, altro argomento affrontato dal testo.
Biagio Gugliotta
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