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Recensione di “Acqua alle funi”

15/12/2013

Nel libro dal titolo “Acqua alle funi” edito dalla Casa Editrice Vita e Pensiero, Mario Giacomo Dutto profondo conoscitore della scuola italiana, avendoci lavorato per una vita in posizioni di grande responsabilità, mette in rilievo i problemi in cui versa la scuola italiana: dal problema della carenza di strutture, al problema della qualità degli insegnanti sottolineandone l’importanza ai fini di una buona formazione dei discenti.
Uno dei problemi della scuola italiana messi in rilievo anche nel libro, è la dispersione degli studenti che interrompono i loro studi e soprattutto le loro performance in molti istituti sono basse rispetto ai loro colleghi degli altri paesi.
Infatti sono pochi gli studenti veramente capaci di raggiungere livelli standard di rendimento anche se non dobbiamo dimenticare che molti “cervelli” del nostro paese sono andati all’estero ed hanno fatto carriera universitaria.
Per cercare di migliorarla, sono state effettuate delle riforme, ma con effetti disastrosi in quanto la percentuale di coloro che abbandonano gli studi demotivati, è piuttosto alta.
Oltre ad affrontare questo problema da un punto di vista didattico, l’autore parla anche del problema del reclutamento degli insegnati e del problema del precariato o di coloro che, malgrado abbiano vinto il concorso, attendono per anni di essere chiamati e collocati.
Pertanto gli studenti da una parte e gli aspiranti docenti attendono imperterriti si crei una scuola efficiente sia dal punto di vista strutturale, sia funzionale.
Pertanto il libro è un invito ad attraversare la realtà scolastica nelle sue atmosfere e nei suoi labirinti con il “coraggio della ragione” e a coltivare ambizioni e scelte intelligenti con il “coraggio dell’azione.”
Decifrare il parlar di scuola leggere la critica approfondire le controversie e fare tesoro della ricerca sono i primi passo di un cammino che porti a riconoscere gli errori disseminati nel recente passato.
Uno dei motivi delle lacune riscontrate negli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, sono ascrivibili al fatto che alle scuole elementari vengono promossi alla classe successiva anche coloro che non sono meritevoli e come si suol dire “ i nodi vengono al pettine” quando devono affrontare la scuola superiore.
Inoltre la scuola deve educare il discolo ad affrontare il mondo del lavoro quindi meno teoria e più pratica e offrire la possibilità di trovare sbocchi occupazionali.
Oggi molti giovani pur essendo meritevoli vengono frustrati in quanto le loro aspettative occupazionali sono disattese e sono costretti a svolgere lavori non in linea con il loro titolo di studio.
Ultimamente in molte università sono stati adottati i test d’ingresso ma la qualità degli studi non è migliorata e lo si evince dalla percentuale di abbandoni anche all’università.
Allora bisogna riqualifare la scuola dalla scuola primaria all’università, far scomparire i licei e creando un biennio comune ed uno specialistico in base alle attitudini degli studenti ed essere capaci di essere innovativi in questo settore come hanno fatto alcuni paesi esteri
Pertanto la realtà della scuola, è anzitutto il mondo della classe; infatti guardando alle classi si può riscoprire come l’insegnante prepara, talvolta a fatica, il proprio lavoro, come mette assieme e cerca di conciliare idee, tempi, libri, materiali, ,studenti.
Non c’è da stupirsi se le riforme che non tengono conto delle riforme di cui il docente deve fare finiscano per fallire.
La soluzione è a portata di mano; partiamo dalla soluzione dei problemi che l’insegnante incontra in classe non quelli che interessano altri attori.

Biagio Gugliotta





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