Da Colobraro a Youngstown: il lamento folk di Nick Adduci che ricuce una memoria familiare
9/06/2026
Da un campo di Colobraro a Brier Hill, e ritorno. Il musicista italo-americano Nick Adduci dà voce alla sua antenata in un lamento folk – e attraverso quella canzone ritrova una cugina nel paese da cui tutto è cominciato.
Nel 1911, in un campo di Colobraro, una donna di nome Rosa Fortunato Mango venne uccisa a colpi di pala da uno zio, per aver messo piede su una terra che lui considerava sua. Ad assistere alla scena c'era sua figlia, una bambina di nome Maria. Pochi anni dopo, nel 1920, Maria avrebbe lasciato per sempre la Basilicata, portando con sé, oltre l'oceano, quel ricordo come un seme conficcato dentro.
Più di un secolo dopo, dall'altra parte dell'Atlantico, a Youngstown, in Ohio, un giovane musicista ha deciso di restituire la parola a quella bambina. Si chiama Nick Adduci, ha 27 anni, è insegnante d'arte e cantautore, ed è il pronipote di Maria – e dunque discendente diretto di Rosa. La sua canzone, "Mother Mango", è il lamento di una figlia che guarda morire la propria madre: un brano folk scarno e ipnotico, cantato in prima persona dalla voce di quella bambina ormai lontana nel tempo.
Il titolo nasconde un doppio senso che attraversa tutto il testo: Mango è il cognome della famiglia, ma è anche il frutto. Da qui un intreccio di immagini – l'albero abbattuto, la vite svuotata, il nocciolo seminato nello stomaco, la terra resa "marcia" dalla crudeltà – in cui la perdita di Rosa diventa un albero genealogico reciso e la campagna di Colobraro un personaggio a tutti gli effetti.
"Mother Mango" sarà la seconda traccia di "Tabula Rasa", il quarto album di Adduci, in uscita a luglio: un disco che, non a caso, parla di perdita, abbandono e ricominciare da capo. Ma la storia di questa canzone non finisce in sala d'incisione. Dopo l'uscita, il brano ha cominciato a viaggiare tra le comunità della diaspora lucana negli Stati Uniti – molti emigrati di Colobraro si stabilirono proprio a Brier Hill, la "Piccola Italia" di Youngstown – fino a tornare, quasi per miracolo, al punto di partenza: una discendente di Rosa che vive ancora a Colobraro ha riconosciuto quella storia e ha contattato Nick. Due rami della stessa famiglia, separati da un secolo e da un oceano, si sono ritrovati grazie a una canzone.
Abbiamo rivolto a Nick Adduci alcune domande sulla sua musica, sulla sua famiglia e sul legame mai spezzato con il paese delle sue origini. Ecco cosa ci ha raccontato.
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