Il Piccolo Teatro di Potenza ospita il 24 gennaio 2025 una delle performance teatrali più potenti e toccanti degli ultimi anni: "POLVERE", un intenso spettacolo scritto e interpretato da Saverio La Ruina e Cecilia Foti. Un'opera che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Lo Straniero 2015, il Premio Enriquez 2015 alla drammaturgia, il Premio Enriquez 2015 per il Miglior Attore, e il Premio Annibale Ruccello 2015 alla drammaturgia.
"POLVERE" è un profondo dialogo tra uomo e donna che indaga le dinamiche della violenza psicologica e i rapporti di potere all'interno della coppia.
La narrazione cruda e coinvolgente porta in scena una violenza invisibile, quella che non lascia lividi visibili ma che distrugge lentamente la dignità e la forza di chi la subisce.
La "polvere", simbolo della violenza emotiva, si solleva lentamente e avvolge la donna, minando le sue certezze, spegnendo i suoi sogni e annientando la sua capacità di reagire.
Il testo di Saverio La Ruina è arricchito dalle musiche originali di Gianfranco De Franco e dal contributo alla drammaturgia di Jo Lattari.
La regia, curata da Dario De Luca, è accompagnata da un suggestivo disegno luci e un audio impeccabile a cura di Mario Giordano.
L'aiuto regia è di Cecilia Foti, con il supporto alla realizzazione del quadro di Ivan Donato.
"POLVERE" non si limita a raccontare, ma invita a una riflessione profonda sui rapporti di potere che spesso permeano le relazioni, rimanendo invisibili e silenziosi.
Come afferma lo stesso Saverio La Ruina:
"Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco."
"POLVERE" è dunque un'opera che non solo esplora il tema del femminicidio, ma si concentra sui sottili, ma devastanti, rapporti di potere che influenzano molte relazioni, spesso rimanendo nascosti e non riconosciuti.
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