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Operaio muore a Ferrandina nei pressi di un depuratore

7/02/2025



Un operaio di circa 50 anni ha perso la vita questa mattina in un depuratore situato nell’area industriale di Ferrandina, in provincia di Matera. Le circostanze del decesso sono ancora in fase di accertamento, con gli inquirenti che stanno cercando di capire se si tratti di un incidente sul lavoro o di un malore improvviso. E' stata disposta l'autopsia. Secondo le prime informazioni, l’uomo – originario di Ferrandina e dipendente di una ditta campana addetta alla manutenzione dell’impianto – sarebbe caduto in una griglia del depuratore. I Carabinieri, giunti sul posto, stanno verificando se l’operaio sia stato colpito da un malore prima della caduta. Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica dell’incidente.


 


Il tragico incidente sul lavoro a Ferrandina, dove un operaio oggi  ha perso la vita, rilancia la nostra battaglia anche nell’anno appena iniziato per adeguati investimenti dello Stato a favore della sicurezza su tutti i posti di lavoro .Così il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli sottolineando che è il secondo operaio morto nel  2025 e che proprio oggi l’Osservatorio Vega ha confermato che la nostra regione con 16 vittime sul lavoro nel 2024 è in “zona rossa” vale a dire l’area di maggiore incidenza degli  incidenti mortali e di infortuni. E’ sempre l’edilizia che  si conferma in Basilicata il comparto a “più alto rischio” e che nel 2023 sono state 305 (dati Inail) le denunce di infortuni nell’intero settore delle costruzioni. Concordiamo con l’analisi di Vega: il precariato è una delle cause principali insieme al sistema dei subappalti che troppe volte sfugge alle normative di controllo. Specie sulla formazione il sindacato fa fino in fondo la sua parte – aggiunge – come abbiamo dimostrato  a novembre con il corso di formazione che si è tenuto a Potenza in attuazione di un progetto nazionale congiunto Feneal-Uil e Ital (Patronato Uil) – “costruiamo tutela e diritti” – sulle tutele in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali in edilizia. Una nuova tappa della campagna “Zero morti sul lavoro” che la Uil lucana attua già da alcuni anni coinvolgendo anche gli studenti, i lavoratori di domani e che riproporremo anche con azioni ed iniziative inedite già nelle prossime settimane. Ma è lo Stato che deve fare la sua parte.  Nel nostro Paese si continua a morire sui luoghi di lavoro, soprattutto in fabbrica e nei cantieri, e per questo oltre alla sensibilizzazione e alle proposte per quelli che consideriamo omicidi a tutti gli effetti già avanzate al Governo che nella manovra di Bilancio non ha messo un solo euro, serve rafforzare anche la rete delle nostre azioni di tutela dei lavoratori”.




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